Lunedì, 16 Settembre 2019

    L'analisi tecnica di Taranto-Francavilla

    Esordio bagnato dal successo per il neo tecnico del Taranto Battistini che ha potuto contare sul grande spirito combattivo della sua squadra, finalmente capace di dominare per quasi tutti i 90 minuti l'avversario; per conquistare questo successo c'è voluto anche un pizzico di fortuna, vuoi per l'espulsione di Donaddio del Francavilla dopo appena diciotto minuti, vuoi per il doppio legno colpito all'ultimo secondo di gioco dai lucani. Come di consueto proviamo a cogliere gli aspetti positivi e le pecche messe in mostra durante il match.

     

    COSA  HA FUNZIONATO

    La voglia di mettersi in gioco di tutta la squadra che ha speso ogni possibile energia. 

    L'intensità costante espressa in un dominio territoriale che ha costretto mister Lazic a non attaccare, smentendo il suo credo calcistico.

    Una maggiore serenità nella gestione del vantaggio rispetto alla foga mostrata in altre partite.

    La freschezza e la personalità dell'ultimo arrivato Cicerelli che ha saputo combinare con bravura l'azione difensiva con la buona predisposizione ad attaccare e andare al cross.

    La grande generosità di Gabrielloni che si fa trovare in ogni zona del campo correndo a perdifiato riuscendo anche a provare la via del gol in un paio di occasioni.  

    La verve di Mignogna che, dopo l'esonero di Favo col quale non c'era molta sintonia, punta a riconquistare una maglia da titolare.                                                         

    COSA NON HA FUNZIONATO

    L'accoppiata di mediani Oretti-Marsili che, pur giocando con impegno e grande grinta, non sono in grado di ribaltare l'azione di ripartenza con i tempi più veloci.

    La poca intesa tra Genchi e Giglio schierati vicini di punta: entrambi hanno movimenti ancora non coordinati tra loro e non riescono a cercarsi  reciprocamente. 

    La manovra ancora troppo elaborata con passaggi a volte superflui quando occorrerebbe verticalizzare subito. La poca utilizzazione del tiro da lontano da parte dei centrocampisti quando piu' volte gli spazi centrali aperti verso l'area di rigore lo avrebbero consentito.

    L'inconsistenza di D'Avanzo, ancora l'ombra del giocatore visto con la maglia della Cavese. Non salta l 'uomo, non entra nel vivo del gioco e diventa irritante quando trattiene troppo tempo la palla.

    Questi i temi piu' evidenti nella prima gara con il tecnico Battistini in panchina. Con la sosta in programna domenica prossima, il tecnico ha tutto il tempo per conoscere meglio la rosa giocatori per trovare le migliori soluzioni. E' sempre il centrocampista il reparto da limare ma non dimentichiamo che sta per tornare Ciarcià che può risultare l'uomo della provvidenza per un Taranto ancora in grado di vedere il secondo posto.                                                                        

    Vota questo articolo
    (0 Voti)
    © 2014 associazione CronacheTarantine. Tutti i diritti sono riservati