Domenica, 08 Dicembre 2019
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    Il super Taranto targato Cazzarò strapazza l’Andria con una partita perfetta

    E venne il gran giorno: dopo averne parlato tanto giunge finalmente a Taranto la corazzata Andria, ormai ad un passo dal salto in Lega Pro, nel giorno in cui mister il tarantino doc Michele Cazzarò effettua il salto improvviso da tecnico delle giovanili ad allenatore della prima squadra dopo le dimissioni di mister Battistini.

     

    Nonostante la tensione accumulata in settimana la squadra risponde sul campo con una condotta serena e con scampoli di gioco piacevoli conditi da tanta determinazione. Per questa sua “prima” Cazzarò non cambia nulla, inserendo il solo Mignogna al posto di D’Avanzo e confermando il 3-4-3 ed un undici che non perde da oltre due mesi .  Nell’Andria un’assenza di rilevo è quella del cannoniere Lattanzio che costringe il tecnico Favarin a giocare con il 3-5-2 anziché con il consueto 4-3-3.

    Il Taranto parte benissimo e nei primi venti minuti sottomette l’Andria con una serie di azioni rapide e sviluppate su  entrambe le fasce. Ciarcià dopo sette minuti fa tutto da solo e conclude, dopo un paio di dribbling ubriacanti, sfiorando la traversa. Due minuti dopo Mignogna, grande partita la sua, tira dal limite e il portiere andriese  respinge corto sui piedi di Gabrielloni , mettendolo poi giù; è rigore che Genchi trasforma spiazzando Cilli. Il vantaggio mette entusiasmo nel pubblico e nei giocatori; Marsili con una bomba impegna di pugno il portiere, poi Mignogna e Genchi confezionano un’azione da manuale con due scambi di tacco che portano al tiro il bomber che conclude a lato. L’Andria sbanda paurosamente di fronte alle percussioni veloci del Taranto che potrebbe raddoppiare in altre occasioni sul finale di tempo con due contropiedi che portano solitari Mignogna e Genchi ad un passo dal gol . Il primo tempo lascia soddisfatti gli  oltre 4.000 presenti sugli spalti che anche nella ripresa possono godere di un Taranto quasi stellare. Neanche il tempo di rientrare che Genchi se ne va tutto solo per cinquanta metri ma poi si lascia ipnotizzare dal portiere Cilli.  L’Andria vede i sorci verdi e Moscelli prova a scuoterla dal suo torpore con una fuga di Moscelli ma Mirarco gli esce sui piedi strozzandogli la conclusione. Ma al nono minuto lo stadio esplode in un boato di fronte al missile terra-aria scagliato da trenta metri da Giampaolo Ciarcià, che raddoppia il vantaggio  del Taranto e corona la sua pregevole partita. Mister Favarin cambia due uomini inserendo i più offensivi Oliveira e Volpicelli in luogo di Lorusso e Aprile ma in campo si vede solo la squadra di Cazzarò che porta a tre le lunghezze grazie a Gabrielloni , prontissimo a centro area ad incornare di testa il perfetto cross di Genchi. Per il giovane rossoblù lanciato da mister Favo è il settimo sigillo personale . I tifosi jonici riservano un’ovazione alla sua uscita quando è sostituito da Colantoni ma intanto la partita non finisce qui perché Moscelli , il quasi quarantenne attaccante dell’Andria , è l’ultimo a mollare e va a siglare il gol della bandiera a meno di dieci minuti dal termine con un colpo di testa ravvicinato in mischia. A tempo scaduto ancora super Taranto con Porcino  che  serve un assist sulla fascia a Mignogna; Ciccio affonda e restituisce palla a centro area per lo stesso Porcino che di piattone realizza il quarto gol.    Il triplice fischio finale riporta nell’ambiente rossoblù fiducia ed entusiasmo e premia Michele Cazzarò al suo debutto con un rotondo e spettacolare 4 a 1 . Il più contento di tutti però è il presidente Campitiello , bravo a spegnere le polemiche di metà settimana nel confronto più atteso e difficile della stagione.

     

    TARANTO (3-4-3 ) : Mirarco;  Ibojo,  Marino, Pambianchi ; Cicerelli  , Ciarcià  , Marsili , Porcino ;  Mignogna (45° s.t. D’Avanzo), Genchi (38° s.t. Gaeta) ,  Gabrielloni (32° s.t. Colantoni)       

    In panchina : Borra, Lecce,  Vaccaro, Russo, D’Avanzo , La Gioia , Gaeta, Colantoni, Merico    All. Cazzarò

    ANDRIA  (3-5-2) ; Cilli; Aprile ( 14° s.t. Volpicelli), Bova, Diamoutene; Lavopa, Piccinni (26° s.t. Giraldi), Lorusso (10° s.t. Oliveira), Matera, Di Ronza ; Olcese, Moscelli    

    In panchina : Lullo, Rotunno, Di Santo, Sundas, Imbriola, Safina, Oliveira, Giraldi, Volpicelli  All.Favarin

    Arbitro :    De Remigis di Teramo

    Gol     :    9° p.t.  Genchi (TA) su rig. ; 8° s.t. Ciarcià (TA) , 25° s.t Gabrielloni (TA) , 38° s.t. Moscelli (AN) , 44° s.t. Porcino (TA)

    Amm     :       Ciarcià (TA) , Lorusso (AN), Di Ronza(AN) , Aprile (AN), Piccinni (AN)

    Angoli   :      4   Taranto   ;  2  Andria

    Spettatori :  Circa 5.000 . Vietato l’ingresso alla tifoseria andriese

     

     

    Il successo contro l’Andria ha messo in mostra il Taranto più bello della stagione , capace di giocare una gara che ha sfiorato la perfezione e nella quale , oltre ai quattro gol, la squadra ha sfiorato la goleada fallendo almeno altre sei occasioni d’oro .

    COSA HA FUNZIONATO

    L’atteggiamento sereno e convinto col quale il Taranto è sceso in campo.

    La semplicità con la quale anche ogni situazione difficile era gestita senza affanno con un fraseggio elegante e aggirante seppur rischioso.

    La palla giocata costantemente a terra e lanciata lunga solo in occasione di azioni di contropiede.

    I pochissimi pericoli corsi da una difesa alta ma impeccabile , rilassata soltanto in occasione del gol su mischia di Moscelli.

    La fluidità di gioco sulle fasce laterali, solide in fase di non possesso e prorompenti nella fase offensiva.

    Gli scambi finalmente sempre più rapidi tra i due interni Ciarcià e Marsili

    La sontuosa partita di Ciarcià che ha coperto ampi spazi sul terreno di gioco, partendo da centrale ma inserendosi anche sulla fascia mancina e appostandosi più volte sul limite dell’area. Il suo gol è da inserire negli annali del calcio tarantino.

    L’imprevedibilità e fantasia nelle giocate di Mignogna , determinante anche oggi ; 

    nel primo gol, col rigore propiziato da un suo tiro respinto male dal portiere e nel quarto gol ,grazie ad un doppio scambio con Porcino con il suo assist finale per l’under calabrese.

    L’azione pressante a tutto campo e senza soste sui giocatori dell’Andria , che manifesta un’ottimo stato di forma del Taranto per questo finale di campionato.

    Il tifo dei 5.000 accorsi allo stadio Iacovone: pur venendo da una settimana aspra e tesa, hanno sostenuto con grande fiducia e senza il minimo accenno polemico i ragazzi di mister Cazzarò, regalando al presidente  Campitiello un’altra dimostrazione che a Taranto, quando ci sono i risultati e l’impegno, l’atmosfera che si respira è da massima serie.

     

    COSA NON HA FUNZIONATO

    Il non aver saputo approfittare degli spazi concessi dall’Andria soprattutto davanti all’area di rigore, dove si potevano effettuare più inserimenti da parte dei centrocampisti in appoggio a Genchi che, in diverse occasioni, non sapeva dove scaricare la sfera.

    Pur apprezzando la consueta prova di carattere, Genchi  ha peccato di eccessivo egoismo e sicurezza, poiché in alcune circostanze ha perso l’attimo fuggente al momento del tiro o dell’assist .

    La rilassatezza sulle palle inattive che ,come in precedenza , ci è costato un regalo agli avversari sotto forma di gol, pur avendo impedito per tutta la partita all’Andria di rendersi pericolosa sotto porta.

    Questa la nostra analisi tecnica in pillole su una partita che ha conciliato con il calcio  e regalato la prima domenica di vera serenità al pubblico tarantino .

     

    Foto a cura di VideoM

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