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L’area camper mai nata e il quartiere che chiede di essere ascoltato

C’è un filo rosso che attraversa molte vicende tarantine: la distanza siderale tra ciò che la città dice di voler diventare e ciò che realmente fa.

L’area camper tra via Mascherpa e via Rondinelli è l’ennesima dimostrazione di questa contraddizione strutturale. Un luogo nato per accogliere turisti itineranti, progettato con fondi pubblici, inaugurato come cantiere nel 2021, impegnato nuovamente dal Consiglio comunale nel 2024… e oggi trasformato dall’amministrazione Bitetti in un palcoscenico per eventi musicali.
È difficile non vedere in questa parabola una metafora della Taranto che fatica a riconoscere le proprie vocazioni, che proclama il turismo come nuova frontiera ma poi smonta, pezzo dopo pezzo, gli strumenti necessari per costruirlo davvero.
Gli ultimi eventi ospitati nell’area — “Taranto in Fest” ed “Epifania in Fest” — hanno acceso i riflettori su un problema che non è solo urbanistico o amministrativo ma culturale. Il frastuono, il traffico paralizzato, le auto incolonnate, i residenti esasperati: tutto questo non è un effetto collaterale inevitabile ma la conseguenza diretta di una scelta sbagliata. Perché via Mascherpa non è nata per essere un’arena. È un quartiere residenziale, con parcheggi limitati e una comunità che ha il diritto di vivere senza essere travolta da un concerto ogni due settimane.
E soprattutto — ed è qui il punto politico — l'aera tra via Mascherpa e via Rondinelli era stata progettata per ospitare camper. Non un’idea vaga, non un annuncio da conferenza stampa: un progetto vero, con un preliminare presentato nel 2020, un esecutivo redatto nel 2021, una gara da oltre 318mila euro, un cantiere inaugurato. Un progetto che avrebbe finalmente dato a Taranto un servizio essenziale per chi viaggia su ruote, un tassello fondamentale per qualunque città che voglia definirsi turistica.
Non solo. Nel 2024, il Consiglio comunale — ancora sotto la guida Melucci — approvò una mozione dei consiglieri di Fratelli d’Italia, Tiziana Toscano e Giampaolo Vietri, che impegnava sindaco e giunta a riprendere quel progetto. Un atto politico chiaro, votato, messo agli atti. Eppure, due anni dopo, l’area camper è ancora un miraggio, mentre il palco per gli eventi è una realtà consolidata.
È legittimo allora chiedersi: a chi deve servire via Mascherpa? Ai residenti, che oggi parlano apertamente di una raccolta firme per fermare il caos? Ai camperisti, che da anni attendono un’area attrezzata degna di questo nome? O agli organizzatori di eventi che, in una città piena di spazi adatti, scelgono proprio quello a nostro avviso meno indicato?
Perché Taranto non è priva di alternative. Il Parco delle Mura Greche, che ospita senza problemi il Concertone del Primo Maggio, è la dimostrazione che gli eventi possono convivere con la città senza alterarne gli equilibri. Ci sono spazi, ci sono aree, ci sono luoghi che possono accogliere musica e spettacoli senza trasformare un quartiere in un girone dantesco.
L’area camper di via Mascherpa e via Rondinelli, invece, deve tornare a essere ciò che era stato pensato: un servizio per il turismo itinerante, un punto di accoglienza, un segno di civiltà urbana. Non un palco, non un parcheggio caotico, non un compromesso al ribasso.
Restituire l’area ai camperisti (che utilizzano per brevi periodi aree non ufficiali alcune a ridosso della ex Auchan altre in zone periferiche della città) non è una battaglia di categoria. È una questione di coerenza, di rispetto per i residenti, di visione per la città. È il segno che Taranto può finalmente smettere di inseguire se stessa e iniziare a costruire ciò che promette.
Perché una città che vuole crescere deve imparare a non tradire i propri progetti. E l’area camper via Mascherpa è il luogo perfetto per dimostrarlo.

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