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Come noto, i centri diurni, per definizione, sono un servizio essenziale per la comunità, perché hanno una valenza strategica per l'inserimento e per la socializzazione dei disabili (non gravi) sotto i 65 anni.


Nella fattispecie, il centro “Umberto I” di Mottola, che apre le porte a centinaia di disabili, è un importante punto di riferimento per tutto il territorio della provincia di Taranto.
Nonostante questo -dichiara in una nota il segretario generale della Fials Taranto, Emiliano Messina- la Asl ionica, mettendo in campo solo logiche ragionieristiche, non vuole adeguare il contratto di servizio alla struttura “Umberto I”, rimodulandolo così come previsto dal nuovo regolamento della Regione Puglia. E questo significa che, a breve, la struttura rischia la chiusura nella giornata del sabato.
Purtroppo, come ha già dichiarato la direzione dello stesso centro, si tratta di un rischio che potrebbe concretizzarsi nelle prossime settimane, non essendoci appunto più le condizioni economiche. E per una struttura del genere, chiudere il sabato, significherebbe privare ingiustamente le famiglie delle persone con disabilità di uno strumento essenziale.
Nello specifico, infatti, operare su 5 giorni comporterebbe molteplici ricadute negative. Perché, innanzitutto, la riduzione dell'assistenza sarebbe un pesante aggravio sulle famiglie che non saprebbero poi dove appoggiarsi. Inoltre -prosegue Messina- metterebbe a repentaglio il giusto equilibrio che dovrebbe esserci nella continuità assistenziale su un paziente delicato come il disabile, di conseguenza agevolando un netto peggioramento dal punto di vista sociologico. E infine ci sarebbero anche forti ricadute sui lavoratori della struttura che, lavorando un giorno in meno, sarebbero economicamente penalizzati.
Fa male dirlo, ma nell'atteggiamento dei dirigenti della Asl di Taranto, che non vogliono adeguare il contratto di servizio alla struttura “Umberto I”, si denota una scarsa sensibilità nei confronti dei veri problemi socio-sanitari della comunità. E adesso più che mai è necessario che la Regione intervenga, mettendo un punto fermo su questa gestione.

Sulla questione è intervenuto anche il consigliere regionale della Lega, Antonio Scalera 


“La situazione presso il centro diurno “Umberto I” di Mottola, punto di riferimento imprescindibile per decine di famiglie della provincia di Taranto, è molto critica. È inaccettabile che un servizio essenziale come quello garantito dai centri diurni venga messo in discussione da logiche di tipo ragionieristici.  Queste strutture svolgono una funzione strategica per l’inclusione sociale e il sostegno quotidiano delle persone con disabilità non grave sotto i 65 anni, oltre che per il supporto concreto alle loro famiglie. 
Il mancato adeguamento del contratto di servizio da parte della ASL di Taranto, secondo quanto previsto dal nuovo regolamento regionale, rischia di produrre effetti molto gravi e anche immediati. Tra questi rischi la chiusura del centro nella giornata del sabato. Una prospettiva che, se dovesse trovare conferma, rappresenterebbe un duro colpo per l’intero territorio. 
Ridurre l’attività a cinque giorni settimanali, significherebbe scaricare sulle famiglie un peso insostenibile interrompendo, tra l’altro, la necessaria continuità assistenziale per persone fragili e compromettendo percorsi fondamentali di socializzazione e autonomia. 
Non vanno nemmeno dimenticate le inevitabili ricadute sui lavoratori della struttura, che subirebbero una penalizzazione economica ingiusta.
Chiedo pertanto alla ASL di Taranto, un’immediata revisione della propria posizione, nel rispetto del ruolo sociale di queste strutture e della dignità delle persone coinvolte. Le istituzioni hanno il dovere di garantire servizi adeguati e continui, non di arretrare di fronte a esigenze di bilancio che non possono e non devono prevalere sui diritti fondamentali dei cittadini".

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