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Agricoltura tarantina in sofferenza, la Cia Due Mari consegna un documento al prefetto

L’agricoltura tarantina vive un periodo di estrema sofferenza.

Per sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni, una delegazione della Cia Area Due Mari ha incontrato ieri, venerdì 9 febbraio, il prefetto di Taranto Paola Dessì al quale è stato consegnato un documento riassuntivo delle emergenza che sta vivendo il comparto e che hanno portato ad eclatanti manifestazioni di protesta in tutta Europa. Documento che, con la piattaforma di rivendicazione e le proposte della Cia, “che il prefetto trasmetterà alla premier Giorgia Meloni e al ministro Francesco Lollobrigida”, sottolinea Vito Rubino, direttore provinciale di Cia Due Mari. Con lui all’incontro con il prefetto c’era anche Pietro De Padova, presidente di Cia Due Mari.
In particolare De Padova ha spiegato che “il valore riconosciuto alle nostre produzioni, con le aziende agricole schiacciate nella morsa al ribasso imposta da intermediari, Gdo (la grande distribuzione organizzata, ndr) e parte industriale, troppo spesso non dà modo alle imprese del comparto nemmeno di recuperare i costi di produzione, sempre più elevati. A questi problemi, si aggiungono – ha proseguito De Padova - una Pac (Politica agricola comune, ndr) inadeguata e, più in generale, l’assenza di misure che a livello nazionale ed europeo affrontino gli enormi problemi causati non solo dall’aumento dei costi di produzione, ma anche da siccità e calamità naturali di ogni tipo, fitopatie e concorrenza sleale”.
Nel territorio di Taranto, particolarmente in difficoltà sono alcuni settori tra i quali quelli degli ortaggi, degli agrumi, dell’uva da tavola e della zootecnia. Difficoltà strutturali, inoltre, riguardano l’approvvigionamento idrico, con l’esiguità di reti e strutture adeguate a un sistema irriguo da potenziare, innovare e rendere più efficiente e moderno. Problemi enormi anche per gli storni, i cinghiali e più in generale i danni provocati dal proliferare senza controllo delle diverse specie della fauna selvatica.
Sono 5 le priorità indicate dall’organizzazione: la riforma della Pac, misure europee e nazionali per la riduzione dei costi di produzione, interventi per affrontare calamità e fitopatie, contrasto alla concorrenza sleale e vera semplificazione burocratica.

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