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Commercio in caduta libera, sei associazioni chiedono un confronto

Se a livello nazionale l’inflazione ha contribuito a sgonfiare le vendite, così come pubblicato in un recente documento dell’ufficio economico di Confesercenti che ha analizzato i dati diffusi dall’Istat, del 3,7%, a Taranto e provincia la situazione è certamente peggiore. 


Il pessimo andamento delle vendite di fine stagione/saldi, è la drammatica conferma di una condizione di estrema debolezza del settore, causato dalle difficoltà e delle incertezze che migliaia di famiglie stanno vivendo per la precarietà del lavoro e per il diffuso e, ormai strutturale, ricorso alla cassa integrazione guadagni (nel solo sistema ex Ilva se ne contano migliaia). Nella sola città di Taranto l’emergenza “commercio” interessa oltre 5.000 piccole e medie imprese e rischia di appesantire ulteriormente la già drammatica situazione occupazionale.
Per questo secondo Casartigiani, Fivag Cisl, Upalap, Unsic, Confimprese Taranto e Confesercenti Puglia, i “Documenti Strategici del Commercio” devono essere lo strumento di analisi della situazione del settore e di pianificazione dello sviluppo. Altri strumenti di sostegno dipendono da un miglioramento degli spazi e dei servizi urbani. “Non va infine dimenticato – sottolineano le sei associazioni di categoria -  il sostanziale ridimensionamento della tassazione locale, divenuta davvero insostenibile”.
Ragion per cui, Casartigiani, Fivag Cisl, Upalap, Confimprese Taranto e Confesercenti Puglia ritengono che sia necessario un confronto serrato “sul drammatico stato di fatto del settore: una situazione che rischia di portare al definitivo tracollo l’economia territoriale, pregiudicando definitivamente le aspettative di uno sviluppo alternativo basato su terziario e turismo”.

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