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Ex Ilva, i sindacati: non ci risulta alcuna nuova procedura di cassa integrazione

Non trova conferme tra i sindacati metalmeccanici la notizia secondo la quale nei prossimi giorni Acciaierie d’Italia in as amplierà la platea dei lavoratori ex Ilva ammessi alla cassa integrazione. Nessuna comunicazione ufficiale in tal senso, infatti, sarebbe arrivata dai commissari straordinari di Acciaierie d’Italia in as.

Attualmente i lavoratori in cassa integrazione sono complessivamente 3mila. Di questi 2.500 riguardano lo stabilimento di Taranto. Come comunicato qualche settimana fa ai sindacati, la cassa integrazione attualmente riguarda il 30-40% dei lavoratori delle officine centrali e degli staff e il 29% di quelli delle acciaierie.
I numeri concordati in procedura non possono aumentare anche in assenza di un accordo. Per cui, spiegano fonti sindacali, si rimane nell’ambito dei numeri inseriti nell’ultima procedura di cigs. Per aumentare il numero dei lavoratori ammessi alla cassa integrazione c’è bisogno di una nuova procedura. L’amministrazione straordinaria può decidere di aumentare i numeri ma, spiegano sempre i sindacati, va fatta comunicazione venticinque giorni prima alle organizzazioni sindacali e, comunque, trattandosi di un’azienda in amministrazione straordinaria i termini vanno discussi anche in sede ministeriale.
Sul versante dell’indotto, invece, le aziende attendono la convocazione da parte della ministra del Lavoro, Marina Elvira Calderone, per discutere l’accordo quadro che prevede in favore di questi lavoratori un’estensione della cig di 10 settimane, così come annunciato dalla stessa ministra nell’incontro dello scorso 25 marzo a Palazzo Chigi, in più rispetto alle attuali 52 previste nel biennio.

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