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La Calata dei Magi incanta Lama: un viaggio di luce, memoria e comunità

Foto Carmine La Fratta

Nel cuore di Lama, martedì 6 gennaio, giorno dell’Epifania, si è rinnovato uno dei riti più identitari e attesi del quartiere: La Calata dei Magi.

Una tradizione che affonda le sue radici nel secolo scorso e che, anno dopo anno, continua a parlare al presente con la forza di un linguaggio che unisce fede, bellezza e partecipazione.
Fin dalle prime ore del mattino, il quartiere si è risvegliato sotto i “colpi dell’alba”, preludio sonoro alla giornata di festa. La Banda Musicale, diretta dal maestro Gregucci, ha attraversato le strade, aprendo il cammino che avrebbe condotto la comunità verso il culmine della rappresentazione. E la comunità ha risposto: una folla numerosissima ha gremito il sagrato della chiesa Regina Pacis, dove si è svolta la sacra rappresentazione, tra luci, costumi e atmosfere che hanno trasformato Lama in una piccola Betlemme.
Le fotografie di Carmine La Fratta, scattate durante la rappresentazione, restituiscono tutta la potenza visiva dell’evento: i Magi in cammino, le danzatrici alla corte di Erode, i bambini protagonisti, il cielo che si fa scenografia. Ogni scatto è una tessera di un mosaico che racconta la devozione e l’orgoglio di un quartiere che non ha mai smesso di credere nella forza della sua tradizione.
Tra le scene più attese, anche quest’anno, lo spettacolo delle odalische ha aperto la rappresentazione: un balletto ideato e interpretato dalle giovani della parrocchia, che lavorano nei giorni precedenti per costruire una coreografia sempre nuova. È l’unico segmento soggetto a variazioni annuali, e proprio per questo mantiene vivo il senso di freschezza e originalità che accompagna la Calata.
Tra le novità dell’edizione 2026, spicca il coinvolgimento diretto dei bambini, chiamati a portare la statua di Gesù Bambino durante la processione. Un gesto simbolico e concreto, che affida alle nuove generazioni il cuore della festa. E proprio la contrada Bellatrase si è aggiudicata, tramite asta, il privilegio di vedere partire la processione dai propri confini: un percorso che ha toccato via Lama, via Gelsomini, via Begonie, via Lillà, via Dalie, via Primule, un tratto della Circonvallazione dei Fiori e via Narcisi, per poi rientrare in chiesa.
A fianco della rappresentazione scenica, l’edizione 2026 ha introdotto anche un concorso letterario ispirato al tema del viaggio dei Magi e di Gesù Bambino. L’iniziativa, rivolta in particolare ai bambini e alle giovani famiglie, ha coinvolto gli alunni della scuola “Salvemini”, che hanno inviato racconti, lettere e poesie alla commissione parrocchiale. Un modo per far parlare la tradizione al presente, e per affidarla a chi un giorno ne sarà protagonista.
Il cuore simbolico della Calata resta il cammino dei Magi: uomini in ricerca, capaci di scrutare i segni del cielo e di mettersi in viaggio senza certezze assolute. Un cammino che oggi si collega idealmente al Giubileo 2025 della Speranza, dedicato proprio al tema che anima la festa. I Magi diventano così pellegrini di luce, testimoni di una speranza attiva, che invita la comunità a non rassegnarsi, a cercare, a credere.
La Calata dei Magi non è solo una rappresentazione: è un cammino di speranza, come quello dei Magi stessi, pellegrini guidati da una stella. È un invito a mettersi in viaggio, a cercare, a credere. E Lama, ancora una volta, ha risposto con la sua voce più autentica: quella della comunità.

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