Tari record e aeroporto che non decolla, il M5S incalza le istituzioni locali e regionali
Il Movimento 5 Stelle di Taranto torna a farsi sentire su due fronti diversi ma, a loro dire, accomunati da un unico filo conduttore: la distanza tra le reali esigenze del territorio e le decisioni delle istituzioni locali e regionali.
Dalla gestione dei rifiuti ai collegamenti aerei, i pentastellati denunciano “promesse mancate, scelte sbagliate e un’assenza di visione che continua a penalizzare i cittadini”.
Il primo affondo riguarda la gestione dei rifiuti. Secondo il M5S, Taranto paga una delle Tari più alte del Paese senza ricevere in cambio un servizio adeguato. “Per un appartamento di 100 metri quadri con tre persone – spiegano – il costo medio nazionale è di 343 euro l’anno mentre a Taranto si arriva a 453 euro. Oltre 110 euro in più a famiglia, una differenza enorme che toglie denari ai cittadini e sottrae milioni all’economia locale”.
Una spesa complessiva che sfiora i 59 milioni di euro l’anno, ma che non produce risultati. La gestione di Kyma Ambiente, accusano i pentastellati, “è priva di una visione industriale e ha prodotto un sistema costoso e inefficiente”.
I numeri citati dal Movimento sono pesanti: 17 milioni di euro l’anno finiscono in discarica per la scarsa raccolta differenziata; parte dell’organico viene smaltita fuori città, con costi aggiuntivi; l’inceneritore di Statte è “obsoleto e inutilizzato da anni, ma ancora tenuto a bilancio per coprire lo stato d’insolvenza”; molti lavoratori restano precari; circa il 30% dei cittadini non paga la Tari, generando un buco strutturale.
“Il Comune non ha mai costruito un vero piano per il ciclo integrato dei rifiuti – attacca il M5S – né ha utilizzato in modo strutturale le risorse del Pnrr, che altrove hanno ridotto i costi e migliorato i servizi”.
E sulle promesse elettorali del sindaco Bitetti, il giudizio è netto: “Della task force per il decoro urbano nei primi 100 giorni sono rimasti solo annunci, tavoli e nomine. La città continua a pagare di più per avere di meno”.
Il secondo fronte aperto riguarda l’aeroporto “Marcello Arlotta” di Grottaglie. La proposta del consigliere regionale Mino Borraccino di candidare lo scalo come sede della futura Scuola di volo di ITA Airways non convince affatto il Movimento 5 Stelle.
“Una scuola di volo non avrebbe le ricadute economiche, occupazionali e sociali che il territorio aspetta da decenni”, spiegano. “La richiesta per Taranto deve essere una sola: aprire l’Arlotta ai voli di linea”.
Per i pentastellati, la priorità è garantire la continuità territoriale, con collegamenti civili verso i principali scali nazionali ed europei. “Il territorio è isolato da troppo tempo – denunciano – e la mancata attivazione dei voli civili continua a condannare la comunità a un gap infrastrutturale ingiustificabile”.
Il M5S ricorda che Grottaglie dispone della pista più lunga d’Europa, di un’aerostazione ammodernata e di un Masterplan 2030 approvato da Enac. “Nonostante gli investimenti, lo scalo resta inutilizzato per ciò che davvero serve alla provincia”.
Da qui la richiesta al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti: “Si convochi subito la conferenza di servizi per far partire i collegamenti aerei. Basta aspettare e basta progetti che non rispondono alle necessità del territorio”.
Due temi diversi ma un’unica conclusione: secondo il Movimento 5 Stelle, Taranto continua a pagare il prezzo di scelte amministrative insufficienti e di una visione che non guarda al futuro.
“Servono scelte serie, investimenti e trasparenza per evitare un ulteriore dissesto amministrativo, come denunciato dalla Corte dei Conti”, affermano sul fronte rifiuti.
E sull’aeroporto la linea è altrettanto chiara: “I tempi sono maturi affinché Taranto possa e debba volare. Continueremo a lottare finché questo obiettivo non sarà raggiunto”.















