CRONACHE TARANTINE
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“L’improvvisa accelerazione sull’iter per il rigassificatore nel Porto di Taranto, con la riapertura della consultazione pubblica annunciata dal MASE, rappresenta un segnale allarmante che non possiamo e non vogliamo ignorare.
Come Movimento 5 Stelle, ribadiamo la nostra totale e ferma contrarietà a un’opera che appare come l’ennesima imposizione calata dall’alto su un territorio che ha già dato troppo in termini di servitù industriali ed energetiche.”
Così il consigliere comunale del M5S, Gregorio Stano, commenta il riavvio della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) per l'impianto da 600 milioni di euro proposto dalla società Terminale di rigassificazione Gnl Taranto.
“Il progetto presenta criticità insormontabili, sia sotto il profilo tecnico che politico,” incalza Stano. “Parliamo di un impianto con tre enormi serbatoi criogenici e sette vaporizzatori che andrebbero a occupare 20 ettari di un’area, il molo polisettoriale, già destinata ad altro. È paradossale che la società proponente invochi la 'sostituibilità delle concessioni' per scavalcare l'Autorità Portuale e il terminal container esistente. Taranto non può essere un territorio a sovranità limitata dove le strategie aziendali passano sopra la pianificazione logistica e lo sviluppo commerciale del porto.”
Il consigliere Stano punta il dito anche sulla sicurezza e sull’impatto ambientale: “Il Comune ha già espresso rilievi pesanti: rischi per la sicurezza dei cittadini, impatto sulla fauna marina e incompatibilità paesaggistica. Dire che il rigassificatore serve per la decarbonizzazione dell’ex Ilva è una narrazione distorta: la vera transizione si fa investendo massicciamente sulle rinnovabili e sull’idrogeno verde, non legandoci per i prossimi trent’anni a un’altra fonte fossile come il gas, che ci tiene inchiodati al passato.”
“Non accetteremo che la scusa della sicurezza energetica nazionale diventi il grimaldello per trasformare il molo di Taranto in una zona ad alto rischio, a soli 6,5 km dal centro abitato. Il 16 maggio inizierà la nuova fase di consultazione: il Movimento 5 Stelle si farà portavoce nelle sedi istituzionali e tra i cittadini per presentare osservazioni rigorose contro questo progetto. La nostra visione per Taranto è fatta di logistica sostenibile, eolico offshore e turismo, non di nuove cattedrali del fossile che portano profitti a società svizzere e lasciano a noi solo rischi e vincoli. Taranto ha già pagato il suo tributo di sangue e salute; ora merita rispetto e un futuro realmente green.”
Anche il Coordinamento cittadino Lido Azzurro accoglie la riapertura della consultazione con «determinazione e preoccupazione», ricordando che «questa comunità non resterà a guardare». La posizione è netta: «Il rigassificatore è incompatibile con l’esistenza stessa di Lido Azzurro». Le motivazioni della società proponente — guerra, crisi energetica, sicurezza europea — «non cancellano la realtà di un quartiere fatto di case, famiglie, bambini, anziani e lavoratori». Dopo decenni di convivenza con il peso della grande industria, spiegano, «non è accettabile che la sicurezza energetica dell’Europa venga scaricata sulle nostre case e sui nostri figli».Per il Coordinamento, definire l’impianto “strategico” è «una forzatura che ignora la fragilità ambientale della costa» e aggiungere un nuovo impianto industriale «non è transizione, non è sicurezza: è continuare a caricare rischio, impatto e paura su un territorio che ha già dato troppo». La comunità respinge l’idea che i territori più fragili debbano «pagare sempre il prezzo delle decisioni prese altrove» e rivendica un no «non ideologico, ma radicato nella realtà del luogo in cui viviamo».
«Se qualcuno pensa che accetteremo in silenzio una trasformazione così profonda, non ha capito questa comunità», affermano. I cittadini «si sono organizzati, hanno fatto sentire la propria voce e continueranno a difendere la propria terra con tutti gli strumenti democratici». Lido Azzurro, ribadiscono, «non è il retrobottega della Taranto industriale». Il Coordinamento ricorda inoltre che «anche l’Amministrazione comunale si è già espressa contro il progetto», un segnale che alimenta la speranza di un’azione «concreta e coordinata».
La posizione finale resta inequivocabile: «No al rigassificatore. La salute, la serenità e il futuro dei nostri abitanti non sono sacrificabili».