CRONACHE TARANTINE
IL QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE DI TARANTO
In una città dove ogni estate diventa una prova di equilibrio tra lavoro, cura dei figli e fragilità economiche, la questione dei centri estivi torna a incendiare il dibattito politico tarantino.
Le nuove modalità stabilite dal Comune per l’accesso ai contributi rischiano infatti di trasformare un servizio pensato per sostenere le famiglie in un meccanismo selettivo, capace di escludere proprio chi avrebbe più bisogno di aiuto. È su questo terreno che si alzano, da fronti diversi, le voci critiche del Movimento 5 Stelle e del consigliere comunale di Forza Italia Rosario Ungaro, accomunate dalla denuncia di una scelta amministrativa giudicata miope, ingiusta e lontana dalla realtà sociale della città.
Gli esponenti del Gruppo Territoriale del Movimento 5 Stelle parlano senza mezzi termini di un provvedimento che “non ne azzecca una”, sottolineando come “anche sui centri estivi, l’amministrazione comunale riesca a trasformare una misura che dovrebbe sostenere le famiglie in un percorso ad ostacoli che rischia di penalizzare proprio chi ha più bisogno”. Il nodo centrale, spiegano, è l’obbligo per i nuclei familiari di anticipare l’intero costo della retta per poi attendere il rimborso del Comune. Una scelta che, secondo il M5S, “significa non comprendere fino in fondo la realtà sociale che vive Taranto”, dove esistono famiglie “che già oggi fanno fatica a sostenere le spese essenziali e che, di fatto, saranno costrette a rinunciare oppure addirittura a indebitarsi pur di garantire ai propri figli un’attività educativa e ricreativa durante l’estate”. Per i pentastellati è “assurdo che una misura pensata per aiutare le famiglie finisca per essere accessibile soprattutto a chi dispone già della liquidità necessaria per anticipare le spese”, mentre in una città segnata da precarietà e disoccupazione “servono contributi diretti, immediatamente fruibili, oppure convenzioni che evitino alle famiglie di dover anticipare denaro”. Da qui l’accusa di scaricare sui cittadini “inefficienze e scelte burocratiche lontane dai bisogni reali delle persone”, perché “il sostegno sociale non può diventare un privilegio riservato a chi riesce prima a pagare”.
Una critica altrettanto dura arriva dal consigliere comunale di Forza Italia, Rosario Ungaro, che definisce il nuovo impianto dei Centri Estivi 2026 “una barriera all’accesso per centinaia di nuclei familiari”. Ungaro ricorda come in passato il sistema di convenzioni con gli enti del Terzo Settore permettesse alle famiglie più fragili di non anticipare nulla, mentre oggi la delibera comunale impone un esborso immediato che rischia di diventare proibitivo. “In un momento di congiuntura economica difficile e con un tetto ISEE fissato a 25.000 euro”, osserva, “come può l’amministrazione pensare che una famiglia monoreddito o in difficoltà possa anticipare centinaia di euro al mese per i propri figli?”. Il consigliere denuncia inoltre un quadro di incertezza amministrativa, perché il rimborso dipende da risorse “subordinate alla pubblicazione degli elenchi definitivi del Dipartimento per le Politiche della famiglia”, lasciando le famiglie esposte al rischio di anticipare somme senza alcuna garanzia di recuperarle. Per questo Ungaro parla di “totale fallimento delle politiche sociali” e chiede al Sindaco di ritirare il bando, sostituendolo con “voucher o convenzioni dirette con gli operatori, sollevando le famiglie da ogni onere di anticipo di cassa”. Una posizione che si chiude con un principio netto: “I servizi socioeducativi per i minori non devono essere un lusso per pochi, ma un diritto garantito a tutti”.