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Terremoto a palazzo di Città: il Pd richiama gli assessori, Con e M5S appoggio esterno 

E voilà, il terremoto è servito. Il sindaco dà il benservito all’assessore Francesca Viggiano (Ambiente, Qualità della vita e Affari legali), promuove Angelica Lussoso al suo posto e con le stesse deleghe di fatto aprendo la Giunta a Italia Viva, investe Gianni Azzaro dell’incarico di vicesindaco. 


Tutto a posto, quindi? Nemmeno per idea perché il Pd, che già un avvertimento a Melucci lo aveva fatto, “se metti mano alla Giunta ce ne andiamo” , non perde tempo e richiama tutti i suoi assessori dall’esecutivo.
“Riteniamo incomprensibile e priva di motivazioni politiche la decisione del sindaco Melucci di revocare una delega assessorile al Partito democratico e avviare in modo unilaterale una revisione degli assetti di giunta”, dicono a tarda sera i Dem ritenendo tale decisione una scelta che “svilisce la rappresentanza del Pd e allontana Melucci dallo spirito del voto democratico e dal mandato elettorale ricevuto dai cittadini nella primavera del 2022”.
Risultato?  “Alla luce di questi eventi, - scrivono Anna Filippetti e Giuseppe Tursi rispettivamente segretaria provinciale e segretario cittadino del Pd - dichiariamo la ferma volontà di ritirare la delegazione del Pd dalla Giunta comunale e d’ora innanzi daremo un sostegno esterno all’Amministrazione comunale valutando volta per volta come votare i provvedimenti in Consiglio comunale”. Decisione, precisano i due democratici, che “sarà sottoposta alla discussione e alla ratifica negli organismi preposti del partito che convocheremo ad horas”.
Sulla stessa strada del Pd si incamminano anche Con Taranto e il Movimento 5 Stelle. 
A ratificare questa decisione la nota congiunta dei segretari regionali Pd, Domenico De Santis, M5S, Leonardo Donno, e Con, Michele Boccardi i quali al sindaco Melucci rappresentano l’esigenza “di tornare alla politica abbandonando percorsi amministrativi che non forniscano la giusta serenità nelle scelte che riguardano l’esecutivo che amministra la città di Taranto. Disorientati purtroppo dalle periodiche rivisitazioni del suo governo, - scrivono i tre segretari regionali - vorremmo intraprendere scelte che garantiscano stabilità a questa comunità che attraversa momenti e decisioni critiche. Lo dobbiamo ai cittadini”. 
Di conseguenza, Pd, 5 Stelle e Con confermano “l’appoggio esterno a questa amministrazione fino a quando saranno proposti provvedimenti utili alla città di Taranto e nella attesa che la condivisione delle iniziative politiche e delle scelte amministrative torni ad ispirare azione”.
E dire che, forse, il sindaco pensava di farla franca dal momento che, nello spiegare la sua decisione nei confronti dell’ormai ex assessore Viggiano – personaggio di rilievo del Pd essendone vicepresidente regionale -, sottolineava in una nota a sua firma che non c’era niente di personale contro il Pd. È che sono venuti meno “i necessari elementi fiduciari, in molteplici occasioni, tipici del ruolo da interpretarsi all’interno della giunta comunale, specie in una fase così strategica per la città”. Poi, subito la precisazione, quasi a voler mettere le mani avanti: per quanto riguarda le prospettive dell’amministrazione comunale “non vi sono valutazioni di carattere politico o di relazione con il Partito democratico alla base della decisione”.
Parole che al Pd da un orecchio sono entrate e dall’altro sono uscite.
Eppure mercoledì scorso sindaco e maggioranza si erano lasciati con la preghiera di mettere da parte i mal di pancia personali e lavorare di squadra perché tante e tali sono le emergenze da affrontare per il bene della città. Invece, a quanto pare, ad avere mal di pancia è proprio lui, Rinaldo Melucci, sindaco pronto a rimettere mano ancora una volta alla sua Giunta.
Chi esce rafforzato da questa operazione è il gruppo di Italia viva. Sì perché Angelica Lussoso, da poco confluita nel gruppo Taranto futuro insieme agli altri componenti Adriano Tribbia e Patrizia Mignolo è di fatto organica a Italia viva. Il partito di Massimiliano Stellato, di colpo, si ritrova con due assessori, Lussoso appunto e Mimmo Ciraci (Lavori Pubblici, Polizia Locale e Protezione Civile) in quota al gruppo di Tribbia, e sette consiglieri comunali: Massimiliano Stellato, Michele Patano, Carmen Casula, Adriano Tribbia, Patrizia Mignolo, Filippo Iliano che subentra in Consiglio al posto di Angelica Lussoso in quanto primo dei non eletti in Taranto 2030 (movimento originario del neoassessore prima che transitasse in Taranto futuro e, ora, in Italia Viva. ) e il federato Salvatore Brisci.
Insomma, sembra di assistere al gioco televisivo di Canale 5, Caduta libera. All’improvviso si spalanca la botola e... l’assessore cade giù.
Nei prossimi giorni l’opera di maquillage dovrebbe essere completata. Il sindaco non ha fretta perché deve valutare attentamente tutte le posizioni. Tra i nomi papabili ad assessore c’è quello del Dem Lucio Lonoce la cui nomina spalancherebbe l’ingresso in Consiglio ad Emanuele Di Todaro, primo dei non eletti nel Pd. Mentre sono in bilico le posizioni di Gabriella Ficocelli (Servizi Sociali, Politiche d'Inclusione e Pari Opportunità), il cui nome, del resto, era circolato per tutta la giornata tra i possibili destituiti  insieme a Mattia Giorno, assessore all’Urbanistica, Infrastrutture strategiche e Mobilità sostenibile. Quest’ultimo assessore tecnico nominato dallo stesso Melucci ma di chiara matrice Pd. Stessa cosa per il 5 Stelle con Mary Luppino (Risorse Umane, Affari Generali e Società Partecipate).
Nel frattempo, prima conseguenza della situazione magmatica è l’annullamento della conferenza stampa, in programma sabato 18,  di Kyma mobilità (iniziative in occasione delle festività natalizie) per mancanza di…. assessori.
La situazione è in divenire. Certo è che il sindaco Melucci cammina su un crinale molto franoso.

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