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Borraccino senza peli sulla lingua: “Melucci è un sindaco politicamente scaduto”

“Taranto ha assistito all’ennesima furbizia politica di un sindaco oramai politicamente scaduto. La verità è che la maggioranza non c’è ed evita la conta in Consiglio”.


Cosimo Borraccino attacca a testa bassa a poche ore dal Consiglio comunale che ha visto naufragare la mozione di sfiducia nei confronti del sindaco Melucci per mancanza del numero legale in Aula dal momento che la maggioranza, compatta, ha deciso di non presentarsi lasciando i 15 mozionisti attendere inutilmente.
Per il consigliere del presidente della Regione per la realizzazione del Patto per Taranto la situazione è chiara: i consiglieri che sostengono il sindaco Melucci  sono “privi di un’appartenza politica ma legati all’unico odioso collante della gestione del potere fine a se stesso”. Per cui, fa presente Borraccino, se il sindaco Melucci “avesse un minimo di coerenza politica dovrebbe immediatamente dimettersi dopo l’ennesima figuraccia”.
Secondo l’analisi politica che fa Borraccino, risulta evidente che il primo cittadino  “è ancora più debole di prima, evidentemente sempre più ostaggio di tanti personaggi in cerca d’autore e timoroso di andare in aula per affrontare la discussione e il voto sulla sua sfiducia”.
A ritornare sulla vicenda mozione di sfiducia è il M5S. Francesco Nevoli e Mario Odone, rispettivamente coordinatore provinciale e consigliere comunale del Movimento, ribadiscono come la città sia di fronte “ad un vero e proprio tradimento del patto elettorale. Abbiamo più volte chiesto spiegazioni al sindaco – aggiungono – sulle motivazioni delle sue scelte politiche dei tanti e rapidi passaggi fatti, del suo avvicinamento e alle sue interlocuzioni con i partiti del centrodestra mascherandosi dietro lo stucchevole e banale spot Per il bene della città… scelgo Taranto”.
E proprio “per il bene della città” che Nevoli e Odone al sindaco suggeriscono di dimettersi in modo da avviare “una seria, profonda analisi e riflessione politica che rimetta al centro le emergenze della città”.
Di ennesimo schiaffo alla città parla Salvatore Mattia, segretario provinciale nonché componente della direzione nazionale del Psi, convinto del fatto che “in un contesto democratico se una parte sostiene di avere la maggioranza si presenta in aula, si confronta e vota o a favore o contrario. È auspicabile – conclude Mattia il cui partito è all’opposizione ma ha in maggioranza un consigliere che non si è attenuto alle direttive del partito - che  si possa dare quanto prima la parola ai cittadini l'8 ed il  9 giugno prossimi, senza ulteriori danni  che la nostra città  ha già pagato nel 2021 con le  persone che lo mandarono a casa  e che oggi lo sostengono”.

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