Domenica, 14 Agosto 2022

    Acciaierie d’Italia, Europa Verde: “Si chiuda l’area a caldo e si riconverta” In evidenza

    Ieri, 3 agosto, l'AD di Acciaierie d'Italia, Lucia Morselli, ha dichiarato di essere contraria alla chiusura l’area a caldo, definendola il “cuore del sistema azienda” e di aver dovuto combattere fino al Consiglio di Stato contro le “istituzioni” che al contrario, la volevano chiusa. Inoltre l’AD ha comunicato la volontà di portare la produzione al suo massimo potenziale.

    Queste dichiarazioni si abbattono come enormi macigni sulla città di Taranto e sui suoi cittadini.
    Aumentare ancora la produzione fino a portarla ai massimi livelli quando attualmente, a circa 4 milioni di tonnellate annue, si verificano periodicamente picchi di benzene, cancerogeno certo, vuol dire ignorare gli studi scientifici e ritenere di nessun rilievo la vita di chi abita nell'area di crisi ambientale e di chi lavora all'Ilva.
    Nella sua ultima relazione riferita ai dati 2021, ARPA Puglia ha rilevato l’aumento di benzene del 131% rispetto al 2019 e del 169% rispetto al 2018; percentuali di emissione dovute, secondo Arpa, alla "obsolescenza della cokeria".
    Già in passato ARPA Puglia ha dimostrato che anche limitando lo scenario produttivo, la popolazione non sarebbe esente dal rischio sanitario.
    Come Europa Verde - Verdi Taranto sentiamo di aver fatto bene a chiedere la chiusura dell'area a caldo, alla base dell’accordo col Sindaco Melucci e della sua ordinanza che tanto ha spaventato la Morselli.
    Diciamolo chiaramente una volta per tutte: con la chiusura dell’area a caldo, l’intero stabilimento è destinato alla stessa sorte.
    Nel frattempo è bene far notare che i governi navigano a vista, senza avere un reale piano B, continuando a foraggiare l’azienda con soldi pubblici, provando a temporeggiare e scaricare la palla ai governi successivi, mentre gli incidenti e le emissioni inquinanti continuano ad essere all’ordine del giorno.
    La nostra battaglia quindi non si ferma.
    Come Europa Verde siamo certi di aver intrapreso la giusta direzione e auspichiamo che il prossimo governo ascolti finalmente la popolazione, chiudendo quella fabbrica e riconvertendo, come avvenuto in altre città Europee.

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