Sabato, 03 Dicembre 2022

    25 Novembre, Giornata mondiale contro la violenza sulle donne: l'impegno del Governo In evidenza

    Il 25 novembre ricorre la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, istituita dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1999. Quella del 25 novembre non è una data scelta a caso dall'ONU: ricorre infatti l'anniversario dell'assassinio delle sorelle Mirabal, tre coraggiose donne rivoluzionarie, tre sorelle uccise brutalmente il 25 novembre del 1960 dal regime del dittatore Trujillo a cui loro avevano tentato di opporsi. Questo evento si celebra in tutto il mondo nello stesso giorno.


    Un atteggiamento tristemente dilagante, quello della violenza sulle donne che troppo spesso si conclude con il femminicidio; un fenomeno variamente diffuso che solo nel 2022, in Italia ha fatto registrare 273 omicidi, con 104 vittime donne di cui 88 uccise in ambito familiare o affettivo. Di queste, 52 sono state uccise dal patner o dall'ex.
    A tal proposito il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha tenuto a precisare che l'attuale Governo sarà sempre in prima linea per combattere la violenza sulle donne e la terribile piaga del femminicidio; un lavoro che s'intende portare avanti a 360 gradi, incentrando l'impegno su tre pilastri d’azione quali la prevenzione, la protezione e la certezza della pena.
    “Questo governo rifinanzierà i Centri antiviolenza e le Case rifugio; ci impegneremo per attuare la legge 53 del 2022 sulla raccolta dei dati statistici sulla violenza contro le donne, che ancora necessita dei decreti attuativi e di attività tecniche. È fondamentale un quadro quanto più dettagliato possibile per costruire politiche efficaci di prevenzione e contrasto, risolvendo le criticità, monitorando il fenomeno e stimando anche la parte sommersa dei diversi tipi di violenza” afferma la premier, che prosegue “faciliteremo l’adozione di protocolli e migliori pratiche nei Tribunali per un’applicazione sempre più efficace della norma sul ‘codice rosso’. Lavoreremo per garantire la certezza della pena, per potenziare le misure di protezione delle vittime e rafforzare il ricorso allo strumento dei braccialetti elettronici, che spesso non vengono applicati perché semplicemente non ce ne sono”.
    “Investiremo sulla formazione degli operatori (Forze dell’Ordine, magistrati, avvocati, medici, assistenti sociali, docenti e personale sanitario) e sulla cooperazione tra le diverse figure professionali per trovare le soluzioni più adeguate al singolo caso concreto e gli interventi più efficaci per proteggere gli eventuali minori coinvolti. Ci impegneremo in apposite campagne di sensibilizzazione e informazione per far conoscere alle donne gli strumenti di assistenza ai quali possono rivolgersi: dai Centri antiviolenza e dalle Case rifugio al numero verde 1522”.

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