Sabato, 03 Dicembre 2022

    Ilva, Confindustria: «non si penalizzi l'indotto»

    Preoccupazione viene espressa da Confindustria Taranto sugli effetti della procedura di amministrazione straordinaria rispetto ai crediti maturati dalle aziende dell’indotto Ilva e quindi alla loro stessa sopravvivenza.

    «Non possiamo accettare provvedimenti che penalizzino ulteriormente il nostro indotto, grazie al quale è stata garantita la continuità produttiva dell’Ilva; - afferma in una nota Confindustria- ci aspettiamo invece garanzie che vadano nella stessa logica di rilancio del sistema Taranto più volte auspicata dallo stesso Premier». 

    La procedura di amministrazione straordinaria per Ilva, appare fortemente penalizzante per tutta la platea delle aziende dell’indotto, «l’anello più debole della catena del sistema siderurgico pur essendone, a tutti gli effetti, la parte essenziale e strategica».
    Confindustria Taranto esprime forti preoccupazioni rispetto agli effetti che a breve si potrebbero produrre a seguito dell’applicazione della procedura sull’intera platea dell’indotto, al di là dei requisiti di strategicità che potrebbero essere attribuiti, così come emerso negli ultimi giorni, ai vari fornitori del centro siderurgico.
    «La situazione debitoria pregressa della totalità delle imprese è talmente esponenziale da non consentire che tale aspetto possa essere marginalizzato rispetto a tutti gli altri in una logica di taglio “doloroso ma necessario”, come è peraltro proprio nello spirito della Legge Marzano». Tantomeno si può auspicare che «ogni modifica a tutela di queste imprese possa passare da emendamenti o iniziative che rischiano di arrivare intempestivi sull’attuazione della procedura di amministrazione straordinaria».
    Confindustria auspica invece, in tal senso, garanzie che vadano nella logica di rigenerazione del sistema Taranto annunciata a fine anno dal Premier Renzi: «è contradditorio immaginare che tale rilancio possa escludere proprio aziende ritenute strategiche per tutto il sistema, - proseguono gli industriali- le stesse che hanno finora consentito la continuità produttiva dell’Ilva in tutte le sue fasi, con particolare riferimento agli ultimi 18 mesi, in cui si sono gradualmente assottigliate le certezze di solvibilità dei lavori effettuati fino ad arrivare all’esposizione debitoria attuale, che le vede sull’orlo della chiusura».
    La fase attuale, anche alla luce della produzione, oramai al lumicino, dello stabilimento, è delicata e complessa: «pur plaudendo ai provvedimenti eccezionali messi in atto dall’attuale Governo per il sistema Taranto, sintomatici di una indiscussa attenzione verso il capoluogo jonico, Confindustria, - termina la nota- in assenza di provvedimenti ad hoc verso l’indotto, assumerà azioni di carattere straordinario ed urgente a salvaguardia dei diritti delle stesse imprese».

     

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