Sabato, 03 Dicembre 2022

    Bovini contaminati: prelevati per l'abbattimento. Mazzarano (Pd): «sconfitta per l'intera comunità»

    Sono stati prelevati questa mattina dall'allevamento di Giuseppe Chiarelli, in contrada Orofino a Massafra, per essere abbattuti nel mattatoio di S.Giorgio Jonico i 64 bovini contaminati da diossina e Pcb (policlorobifenili).

    L'Asl di Taranto ha emesso ordinanza di abbattimento basandosi sulle indicazioni del Tavolo tecnico regionale a causa del bio-accumulo di inquinanti nel latte vaccino. L'allevamento, a circa 10 chilometri dall'Ilva, è sotto vincolo sanitario dal settembre 2013. L’abbattimento dei capi di allevamento dell’azienda zootecnica di Giuseppe Chiarelli, in zona Orofino a Massafra, a detta del consigliere regionale del Partito Democratico Michele Mazzarano, «non rappresenta solo la fine di una impresa familiare ma la sconfitta di un'intera comunità e il fallimento totale degli organi tecnici e scientifici preposti alla sicurezza e alla informazione dei cittadini». Interviene così sull’abbattimento dei 64 capi di bestiame previsto nell’agro di Massafra, su richiesta dell’assessorato regionale alla Sanità e su conseguente ordinanza dell’Asl di Taranto.

    «Questa vicenda – ha detto ancora Mazzarano – non ha arrecato solo un danno economico al territorio, colpendo fortemente comparti fondamentali come quello della zootecnica e dell’agricoltura. Questo ulteriore trauma rappresenta la punta dell’iceberg di una situazione ambientale che rende prioritario la messa in sicurezza della salute dei cittadini. Lo scotto che la nostra terra sta pagando in termini di inquinamento, a causa della presenza di una eccessiva concentrazione di siti ad alto impatto ambientale, è ormai troppo elevato. È necessario avviare ogni tipo di intervento da parte delle autorità competenti, affinché non solo il problema venga arginato, ma per una maggiore efficacia dei mezzi di controllo e prevenzione».
    Ad oggi, ha continuato il consigliere, «le informazioni diffuse dalle istituzioni scientifiche preposte ad accertare e chiarire le cause dell’inquinamento, risultano essere equivoche o controverse. L'espressione della valutazione scientifica, nella pianificazione dei percorsi di rilevamento e monitoraggio, ha peccato di poca chiarezza e scarsa trasparenza».
    Mazzarano fa riferimento principalmente alle dichiarazioni rese, e pertanto verbalizzate, dai rappresentanti di Arpa Puglia nelle audizioni delle congiunte commissioni Sanità e Ambiente della Regione, da lui richieste, che inizialmente identificavano come certa e specifica la fonte inquinante, mentre in un secondo momento, invece, addossavano al generale contesto di inquinamento la causa del bioaccumulo di diossine e Pcb nel latte vaccino.
    «La mancanza di chiarezza, si sa, lascia i cittadini in una giungla di informazioni che non permettono loro di sentirsi al sicuro, consentendo a chicchessia di intestarsi la presunta titolarità scientifica dei campionamenti e delle loro risultanze. Tali organismi vivono di soldi pubblici e devono agire nella massima trasparenza, con evidente riscontro pubblico del proprio operato. In casi come questi non basta accertare la necessità, ai fini della pubblica incolumità, di abbattere una mandria di bestiame». Poi ha concluso, «in un clima di totale sconforto, l’auspicio è che questo ulteriore sacrificio stimoli a non abbassare la guardia e a fare chiarezza per rasserenare i cittadini».

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