Domenica, 14 Agosto 2022

    Aggressione pronto soccorso Taranto: i sindacati chiedono interventi decisi

    Quello lunedì 1 agosto al Pronto soccorso del Presidio Ospedaliero Santissima Annunziata di Taranto è l’ultimo di una lunga serie di episodi di aggressioni verbali e fisiche ai danni degli operatori sanitari che operano già in una condizione di stress psico-fisico dovuto alle ormai croniche carenze di organico.


    Appare evidente che le misure messe in atto fino ad ora sono risultate insufficienti ed inidonee a garantire la sicurezza e la serenità degli operatori sul luogo di lavoro.
    Si rammenta che già dal novembre del 2007 il Ministero della Salute ha emanato una Raccomandazione atta a prevenire gli atti di violenza ai danni degli operatori sanitari, invitando le ASL ad elaborare ed implementare un programma di prevenzione della violenza atta a diffondere una politica di tolleranza zero; a facilitare il coordinamento con le Forze di Polizia o altri soggetti che possano fornire un valido supporto per identificare strategie idonee; assegnare la responsabilità del programma ad un gruppo di lavoro qualificato come indicato nella Raccomandazione Ministeriale.
    Alla luce di tutto ciò, la CISL Medici e CISL Funzione Pubblica chiede un incontro urgente alla presenza della Commissione di inchiesta istituita dalla Direzione Strategica per valutare eventuali iniziative già messe in atto o concordare linee di intervento più efficaci.

    Sulla questione è intervenuto anche il Siulp (Sindacato Italiano Unitario Lavoratori Polizia)

    “Esprimiamo vicinanza al tecnico radiologo in servizio al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Taranto SS. Annunziata che nelle ultime ore – come apprendiamo dalla denuncia del Presidente dell’ordine delle professioni infermieristiche Pierpaolo Volpe – è rimasto vittima di un’aggressione ad opera di alcuni parenti di un paziente che era stato sottoposto a controlli medici”. Ad affermarlo è Antonio Digregorio, dirigente sindacale del Siulp nazionale e Segretario Provinciale del Siulp di Taranto.
    “L’ennesima aggressione che va ad aggiungersi alle tante altre che purtroppo si sono nel tempo registrate in una città come la nostra, sebbene il fenomeno dilaga in ogni parte d’Italia. Una città, in cui, tra l’altro si annida un tessuto sociale particolare e dove insistono aree di degrado, aggiunge Digregorio; infatti, appena qualche settimana prima, lo stesso Presidente Volpe, aveva denunciato altre aggressioni nei confronti di alcuni operatori sanitari dell’Ospedale Moscati di Statte-Taranto”. Proprio da Taranto, parte l’ennesima denuncia del Siulp: “Siamo di fronte ad una piaga sociale che ne determina persino la sua stessa tenuta oltre che mina la serenità e la sicurezza degli operatori in divisa e di coloro che svolgono una helping profession, servendo lo Stato e gli enti che lo rappresentano a vari livelli, dichiara Digregorio. E uno Stato democratico come il nostro deve reagire, non mostrarsi inerme, debole a fronte di un attacco del genere e come tale con provvedimenti legislativi più efficaci, difendere gli uomini e le donne che lo rappresentano e che a loro volta difendono lo Stato stesso. A Taranto necessario a breve termine pianificare utili strategie sulla sicurezza e nell’ambito ad esempio della futura apertura del nuovo Ospedale San Cataldo, iniziare a prevedere un Posto Fisso della Polizia di Stato, adeguato agli standard di una così notevole e ampia struttura che sicuramente, divenendo punto di eccellenza ospedaliera (si spera), dovrà ospitare importanti e strategici settori medici oltre che servire un ampio bacino di utenza rinvenente anche da altre provincie oltre che da ogni parte del Sud Italia.
    Infatti, conclude Digregorio, sia in termini di sicurezza generale che per la stessa sicurezza dell’operatore, allo stato, non ha senso ovvero avrebbe poco senso continuare ad avere un Posto Fisso all’interno dell’Ospedale S.S. Annunziata (gestito dal Commissariato Borgo), quando si garantisce la sua apertura con un solo operatore e forse per un solo turno diurno.
    Infine è utile affermare, quando parliamo di sicurezza all’interno ad esempio di ospedali e di vari enti, che non sempre la stessa può essere considerata come un solo “problema di polizia”, poiché, in tal senso -chiude Di Gregorio- è necessario un adeguato e più massiccio servizio di vigilanza sussidiaria a cui vari enti devono potersi affidare”.

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