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Ex IsolaVerde, famiglie allo stremo. Stasi ai parlamentari ionici: «Ripresentate subito l’emendamento»

La protesta dei lavoratori ex IsolaVerde non si ferma. Dopo mesi di sit-in, incontri mancati e promesse rimaste sulla carta, questa mattina il gruppo è tornato davanti alla Prefettura di Taranto per chiedere ciò che ritengono un diritto elementare: un sostegno al reddito in attesa del loro reinserimento lavorativo.


Sono passati nove mesi da quando, nel maggio scorso, è terminato l’ultimo ammortizzatore sociale. Da allora, per decine di famiglie, il reddito è pari a zero. Una condizione che, come ricordano i sindacati, non è più sostenibile.
A guidare il presidio è Salvatore Stasi, rappresentante dei Cobas Lavoro Privato, che parla con toni fermi ma misurati. «Siamo di nuovo qui davanti alla Prefettura perché da maggio dell’anno scorso questi lavoratori non percepiscono un solo euro. È una situazione di estrema difficoltà, che sta mettendo in ginocchio intere famiglie», afferma.
Stasi ricorda che una soluzione era stata individuata già mesi fa. «A metà del 2024, grazie alla Task force regionale per l’impiego, avevamo predisposto un emendamento per attivare nuovi ammortizzatori sociali. Era un intervento a costo zero per il Governo, perché le risorse — dieci milioni di euro — erano già disponibili in Regione Puglia», spiega.
Secondo il sindacalista, però, quel percorso si è arenato. «Ci era stato assicurato che l’emendamento sarebbe stato presentato in Parlamento. Era stato valutato positivamente anche dagli uffici legislativi. E invece, per mesi, non è accaduto nulla».
Stasi sottolinea che, alla fine, l’unico parlamentare ad aver mantenuto la parola e a presentare l’emendamento è stato il senatore Mario Turco del Movimento 5 Stelle, mentre altri rappresentanti del territorio non hanno dato seguito agli impegni presi.
Il sindacalista non nasconde l’amarezza per l’assenza di risposte istituzionali. «Avevamo chiesto ai parlamentari del territorio di essere presenti oggi (venerdì 9 gennaio, ndc) ma nessuno si è fatto vedere. È un segnale che pesa perché questi lavoratori meritano attenzione e responsabilità», afferma.
Stasi ricorda che gli ex IsolaVerde sono destinati a rientrare al lavoro nell’ambito del progetto Green Belt, finanziato con fondi del Just Transition Fund. «Il problema è che non sappiamo quando. Le procedure sono lunghe e complesse e, nel frattempo, queste persone non possono restare senza alcun sostegno».
Per questo, l’appello è diretto e senza giri di parole: «Chiediamo che l’emendamento venga ripresentato subito nel primo decreto utile. Non è più il tempo delle attese. Servono atti concreti».
Il presidio di oggi non sarà l’ultimo. I Cobas annunciano nuove iniziative e chiedono un incontro urgente con la Prefettura. «Questa città parla spesso di sacrifici ma qui siamo oltre. Qui parliamo di persone che non riescono più a sostenere le spese essenziali, che vivono una condizione di forte fragilità. È dovere delle istituzioni intervenire», afferma Stasi.
Il sindacalista avverte che la tensione sociale è alta: «Quando una persona non ha reddito, quando non può curarsi o provvedere ai bisogni della famiglia, la situazione diventa insostenibile. È per questo che chiediamo risposte immediate. Non possiamo permettere che questa vicenda venga ignorata ancora».
La vertenza ex IsolaVerde, iniziata nel 2015 con la liquidazione della società partecipata della Provincia, continua dunque a essere una ferita aperta per Taranto. E finché non arriverà una soluzione, i lavoratori promettono di non fermarsi.

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