Percorsi riservati, bus elettrici ogni 3 minuti e pensiline smart: il Brt spiegato ai cittadini
Sta cambiando il modo in cui Taranto immagina i propri spostamenti quotidiani, e lo si capisce dal clima di attenzione e curiosità che accompagna gli incontri pubblici dedicati al nuovo sistema Brt, il Bus Rapid Transit destinato a rivoluzionare la mobilità urbana.
Il primo ciclo di appuntamenti nei quartieri, organizzato da Kyma Mobilità in collaborazione con il Comune, sta registrando una partecipazione crescente. Ieri pomeriggio, venerdì 30 gennaio, nel salone parrocchiale della Chiesa Gesù Divin Lavoratore al rione Tamburi, cittadini e amministratori si sono confrontati su un progetto che promette di cambiare radicalmente tempi, abitudini e qualità della vita.
La presidente di Kyma Mobilità, Giorgia Gira, ha voluto chiarire subito il senso di questi incontri: «Siamo consapevoli dei disagi temporanei derivanti dall’opera e abbiamo voluto organizzare questi momenti per informare la città sul fatto che gli stessi derivano dalla realizzazione di un progetto per il quale Taranto ha ottenuto un finanziamento da 300 milioni di euro, che trasformerà la città e porterà solo benefici sin dall’1 gennaio 2027, quando entrerà ufficialmente in funzione». Gira non ha nascosto le criticità attuali del trasporto pubblico, ma ha voluto precisare che «i ritardi delle corse non sono attribuibili agli autisti, bensì alla mancanza di rispetto per la mobilità», citando «le auto parcheggiate agli angoli delle strade e la doppia fila» come cause ricorrenti. Con il Brt ha spiegato, «le linee avranno sezioni stradali riservate quasi per tutto il percorso e priorità su tutto, tranne che sui pedoni». Un cambiamento che ridurrà drasticamente i tempi di percorrenza: «Dal quartiere Paolo VI al Borgo si impiegheranno solo 15 minuti, contro gli attuali 45-50».
L’obiettivo dichiarato è quello di spingere i cittadini a preferire i mezzi pubblici, tutti elettrici e a zero impatto ambientale, riducendo traffico e smog. La frequenza sarà di un bus ogni 2,5-3 minuti, mentre pensiline e mezzi saranno dotati di telecamere di videosorveglianza collegate in rete per garantire maggiore sicurezza. «L’abbonamento sarà unico perché il Brt rientra nel trasporto pubblico locale e, come sempre, saranno previste agevolazioni», ha aggiunto Gira.
A rimarcare la portata del cambiamento è stato l’assessore alla Mobilità, Giovanni Patronelli, che ha parlato di una trasformazione che va oltre l’aspetto tecnico. «La sfida più importante non è la realizzazione tecnica, di per sé semplice, ma la rivoluzione culturale che Taranto vivrà», ha dichiarato. Quello che oggi appare come un cantiere diffuso, ha spiegato, «è in realtà un profondo intervento di rigenerazione dei quartieri, grazie a un sistema di trasporto rapido e green che coprirà ben 72 km». Patronelli ha ricordato che ogni bus, lungo 18 metri, «pesa circa 29 tonnellate, e a pieno carico arriva a 35», e che fino al completamento dei lavori sul Ponte Girevole, previsto per il 2028, «per motivi di sicurezza le Brt viaggeranno su percorsi alternativi». Con il recente finanziamento da 12,5 milioni di euro per la mobilità sostenibile, saranno inoltre realizzati parcheggi, aree di scambio e nuove piste ciclabili.
Il progetto Brt porta con sé anche una serie di innovazioni tecnologiche e infrastrutturali: una flotta di 66 mezzi elettrici con ricarica rapida in 10 minuti, pensiline smart dotate di pannelli fotovoltaici grazie all’accordo tra Comune e Pro.Gest., un grande deposito di 54.000 metri quadrati nei pressi del Comando di Polizia Locale e un secondo snodo presso la Stazione. La frequenza dei mezzi, altissima, sarà garantita da una rete dedicata e da interventi strategici sulla viabilità, come i due cavalcaferrovia di via Deledda e via Cristoforo Colombo, la rotatoria semaforizzata davanti al TaTÀ e il nuovo autosilo di via Pupino. Per quartieri come i Tamburi, la priorità sarà il decoro urbano, con l’eliminazione della sosta in doppia fila, mentre le zone non direttamente servite dal BRT, come Lido Azzurro, saranno collegate da linee complementari capillari.
L’incontro ai Tamburi ha confermato che la città vuole capire, partecipare e prepararsi a un cambiamento che non riguarda solo i mezzi, ma il modo stesso di vivere Taranto. E la sfida, come hanno ricordato Gira e Patronelli, sarà vinta solo se la comunità farà propria questa trasformazione.














