CRONACHE TARANTINE
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Si riaccende il confronto – e lo scontro – sulla vertenza ex Ilva. Nelle ultime ore le segreterie nazionali di Fim, Fiom e Uilm hanno diffuso una nota in cui smentiscono che sia stato fissato un incontro con il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, come ipotizzato da alcune ricostruzioni giornalistiche.
«Apprendiamo dagli organi di stampa che sarebbe previsto un incontro sulla vertenza ex Ilva tra le organizzazioni sindacali e il Ministro Urso», scrivono i tre sindacati metalmeccanici. «Precisiamo che ad oggi non è previsto alcun incontro con i sindacati. Anzi, come Fim, Fiom e Uilm abbiamo, il 2 dicembre scorso, inoltrato la richiesta di convocazione del tavolo permanente a Palazzo Chigi, senza avere al momento nessuna risposta».
Una puntualizzazione che arriva in un momento delicatissimo, mentre prosegue la trattativa per la possibile cessione del complesso siderurgico al Flacks Group.
Alla nota dei sindacati ha fatto seguito la risposta del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, che ha voluto chiarire il senso delle parole pronunciate dal ministro Urso a margine di un evento a Roma.
«In merito al comunicato diffuso da Fim, Fiom e Uilm – precisa il Mimit – il ministro Urso ha esclusivamente evidenziato che, nel mandato ai Commissari straordinari di ILVA e ADI in amministrazione straordinaria per la negoziazione sulla cessione del complesso siderurgico a Flacks Group, ha chiesto di rispettare appieno le norme sulla consultazione sindacale».
Il ministero richiama il comunicato ufficiale del 30 gennaio, in cui si sottolineava il «rispetto delle procedure previste dall’articolo 47 della legge 428/1990» in materia di consultazioni con le organizzazioni dei lavoratori.
«Si smentisce, pertanto, ogni altra differente ricostruzione», conclude la nota.
Usb: “La proroga della Cigs per 4.450 lavoratori è un segnale allarmante”
In questo clima già teso, arriva anche la posizione dell’Usb, affidata a una nota di Francesco Rizzo dell’esecutivo confederale, che esprime forte preoccupazione per la richiesta dei commissari straordinari di prorogare la Cassa Integrazione Straordinaria per 4.450 lavoratori.
«La richiesta della proroga della Cigs ci preoccupa ulteriormente, in una situazione già di per sé complicata», afferma Rizzo. «Da mesi non si intravedono spiragli e nessun confronto è in atto, quando invece vi è l’urgenza di affrontare la vertenza in tutte le sue sfaccettature. Siamo al momento vincolati alla trattativa con Flacks Group».
Usb ribadisce alcuni punti ritenuti imprescindibili: «È necessario garantire la presenza dello Stato, a tutela dei posti di lavoro e delle operazioni di decarbonizzazione». E ancora: «I circa 1.600 cassintegrati ex Ilva in amministrazione straordinaria e i lavoratori dell’appalto devono essere inclusi nell’accordo che si andrà a definire».
Rizzo ricorda inoltre che, oltre alle crisi che coinvolgono Semat e Pitrelli, «ci sono altri 200-250 lavoratori i cui contratti a termine non sono stati rinnovati a gennaio», un segnale della «situazione di estrema precarietà e di una crisi che appare irrefrenabile».
Una crisi che, sottolinea Usb, «produce un effetto domino sulla città». Per questo il sindacato chiede l’avvio immediato di tavoli ministeriali con Mimit e ministero del Lavoro, per discutere misure straordinarie come «il riconoscimento della siderurgia tra i lavori usuranti, incentivi all’esodo e altri strumenti necessari a evitare che la situazione economica e sociale degeneri».