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In foto Silvia Paparella, general manager di RemTech e organizzatrice del Forum

 

Taranto torna al centro della mappa energetica italiana. In una città dove la transizione non è un concetto astratto ma una questione quotidiana – industriale, sociale, sanitaria – il primo Forum nazionale per la sicurezza energetica, ospitato nella sede della Camera di commercio, ha riunito istituzioni, tecnici, imprese e studiosi per discutere il futuro del Paese attraverso la lente del territorio più simbolico e complesso.

La città dei due mari è infatti uno dei punti più sensibili del percorso verso un sistema energetico sicuro e decarbonizzato. Qui la transizione ha un impatto diretto sulle comunità e sulle filiere produttive, a partire dal settore siderurgico. Non a caso, uno studio dell’Università di Bari stima che la riconversione del più grande stabilimento siderurgico d’Europa a un ciclo produttivo basato su idrogeno verde potrebbe ridurre le emissioni di CO₂ tra il 75% e il 90%: un cambio di paradigma che avrebbe ricadute nazionali.

Il Forum – aperto intorno alle 10 e concluso nel pomeriggio – ha visto la partecipazione, anche da remoto, della viceministra all’Ambiente e Sicurezza energetica Vannia Gava, dell’assessora regionale all’Ambiente Debora Ciliento, del ministro Gilberto Pichetto Fratin (in videomessaggio), oltre a rappresentanti del mondo produttivo e accademico. Una platea che conferma come Taranto sia ormai un punto di riferimento nella discussione nazionale sulla transizione energetica.

 

“Taranto è il luogo ideale per parlare di decarbonizzazione”: la visione di Silvia Paparella

A introdurre i lavori è stata Silvia Paparella, general manager di RemTech e organizzatrice del Forum, che ha sottolineato come Taranto rappresenti oggi un crocevia unico per innovazione, rigenerazione e sicurezza energetica.

“Parleremo di sicurezza energetica, di rigenerazione e di idrogeno. Taranto è il luogo ideale in cui affrontare questi temi: qui tanto sta succedendo e tanto sta evolvendo, anche e soprattutto nel segno della sostenibilità economica, ecologica e ambientale”.

Paparella ha ricordato come l’idrogeno sia destinato a diventare una delle fonti energetiche strategiche per l’Italia: “A Taranto nascerà la prima Hydrogen Valley d’Italia e una delle tre più importanti d’Europa. Taranto non è solo un laboratorio: è una città che pensa, crea, immagina e costruisce il futuro.”

 

Gava: “La transizione qui non è teoria. È industria, lavoro, qualità ambientale”

Nel suo intervento da remoto, la viceministra Vannia Gava ha ribadito il ruolo cruciale di Taranto nel percorso nazionale di decarbonizzazione. “È giusto dare risposte e seguire bene tutto il processo di reindustrializzazione. Taranto è uno dei luoghi in cui la transizione energetica non è un dibattito teorico, ma una questione concreta di industria, di lavoro e di qualità ambientale. Qui si misura la capacità dello Stato e delle istituzioni di accompagnare una trasformazione complessa: bonificare, innovare, mantenere la produzione e l’occupazione, crearne di nuova.”

Gava ha ricordato gli investimenti già messi in campo dal Ministero: 300 milioni per le bonifiche e il rafforzamento del porto; 28–29 milioni per lo sviluppo dell’eolico offshore; oltre 30 milioni di credito d’imposta per la produzione di acciaio da rottame. “Queste non sono misure isolate, ma parte di una strategia coerente per accompagnare la riconversione industriale evitando la desertificazione produttiva.”

La viceministra ha poi richiamato la Strategia nazionale per l’idrogeno, che punta a 3 GW di capacità installata entro il 2030: “Non è un obiettivo meno ambizioso: è un obiettivo realistico. Preferiamo la concretezza. I costi dell’idrogeno green sono ancora elevati, ma stiamo lavorando per renderlo competitivo.”

Gava ha annunciato la chiusura della fase di pre-notifica del decreto sulle tariffe dell’idrogeno e la notifica alla Commissione europea, sottolineando l’importanza del settore hard-to-abate: “Acciaio, chimica, vetro, cementifici: qui l’idrogeno può fare la differenza.”

La viceministra ha ricordato anche i 3 miliardi del PNRR dedicati all’idrogeno e i quasi 600 milioni del RepowerEU per le Hydrogen Valley, di cui 49 milioni destinati alla Puglia.

“Taranto ha tutte le condizioni per inserirsi in una dinamica di strategia globale. La sicurezza energetica non si costruisce con annunci, ma con scelte coerenti, investimenti mirati, strumenti fiscali efficaci, autorizzazioni rapide e una collaborazione leale tra istituzioni e territorio.”

Uricchio: “L’idrogeno è fondamentale anche per le bonifiche”

Il commissario straordinario per le bonifiche, Vito Felice Uricchio, ha evidenziato come l’idrogeno non sia solo un vettore energetico, ma anche uno strumento utile per la rigenerazione ambientale.

“L’idrogeno è fondamentale per questo territorio: permette di utilizzare il surplus delle rinnovabili e offre soluzioni innovative per le bonifiche.” Uricchio ha spiegato come alcune tecnologie basate sull’idrogeno possano contribuire alla riduzione di contaminanti storici: “Attraverso processi come la decolorazione riduttiva è possibile intervenire su sostanze impattanti come PCB, furani e diossine. L’idrogeno aiuta le bonifiche, ma anche le bonifiche possono aiutare la produzione di idrogeno.”

 

Ciliento: “Serve una nuova narrazione. La transizione va spiegata ai cittadini”

L’assessora regionale all’Ambiente Debora Ciliento ha posto l’accento sulla dimensione sociale della transizione.

“Il tema di oggi è un tema di prospettive. La delega all’Ambiente è trasversale: sviluppo economico, tutela del territorio, salute. La Puglia ha investito sulle energie alternative, ma c’è ancora molto da fare.”

Ciliento ha richiamato gli obiettivi dell’Agenda 2030 e la necessità di accompagnare il territorio: “Taranto ha dato tanto e abbiamo il dovere di offrire una prospettiva diversa a un territorio martoriato. Dobbiamo ascoltare le paure dei cittadini e spiegare cosa comporta la transizione.” L’assessora ha citato l’esperienza di Bolzano e la sperimentazione dei treni a idrogeno in Puglia: “È un percorso che cambierà il nostro approccio. La strada deve riguardare la salvaguardia del creato, la sostenibilità, il diritto alla salute e il diritto al lavoro.”

 

Bitetti: “L’idrogeno è una realtà. Taranto può cambiare narrazione”

Il sindaco Piero Bitetti ha rimarcato il valore strategico dell’evento e la necessità di costruire una nuova immagine della città.

“Il confronto con tecnici, professionisti e aziende ci permette di immaginare una Taranto diversa, cambiandone profondamente la narrazione.” Alla domanda se l’idrogeno a Taranto sia davvero realizzabile, Bitetti ha risposto: “Sicuramente sì. Ci sono progetti già avviati, come l’Hydrogen Valley e altri investimenti. L’idrogeno è una realtà.”

 

Cesareo: “Taranto ha tutte le carte in regola per diventare un hub dell’idrogeno”

Per Vincenzo Cesareo, presidente della Camera di commercio Brindisi–Taranto, il territorio possiede già gli elementi necessari per diventare un punto di riferimento nazionale. “Abbiamo grandi industrie che necessitano di molta energia e che potrebbero utilizzare l’idrogeno come vettore. Abbiamo spazi, competenze e imprese già attive nell’elettrolisi. E abbiamo una comunità che aspetta da anni una diversificazione industriale mai realizzata.”

 

Pichetto Fratin: “L’idrogeno è fondamentale per la sicurezza energetica”

Nel suo videomessaggio, il ministro Gilberto Pichetto Fratin ha ribadito la centralità dell’idrogeno nella strategia nazionale.

“Sono convinto che l’idrogeno sarà un elemento fondamentale della transizione energetica. Rafforzarne la produzione significa contribuire alla nostra sicurezza energetica, garantendo certezze alle imprese e ai cittadini.”

Il ministro ha richiamato la necessità di sviluppare un mercato solido e di ridurre i costi di produzione: “Servono momenti di confronto come questo. Taranto è un laboratorio importante e ha bisogno del contributo di istituzioni, università e imprese.”

 

Toma: “Serve il coinvolgimento di tutta la società. Taranto può vincere la sua battaglia”

Il presidente di Confindustria Taranto Salvatore Toma ha richiamato l’attenzione sulla necessità di un coinvolgimento più ampio.

“Vorremmo un maggiore coinvolgimento non solo delle imprese. L’idrogeno e le rinnovabili servono a Taranto e all’Italia. Serve il contributo della società civile e di tutti gli stakeholder.”

Toma ha ricordato la fuga di competenze dal territorio: “Negli ultimi 10-15 anni 17.000 persone sono andate via. Non solo giovani: anche imprenditori stanchi. Ma io penso che possiamo vincerla, questa battaglia.”

 

Un territorio che può diventare modello nazionale

Il Forum ha mostrato una Taranto che non subisce più la transizione, ma prova a guidarla. La prospettiva dell’idrogeno, la spinta delle bonifiche, la ricerca universitaria e la volontà delle istituzioni delineano un percorso che potrebbe trasformare la città in un laboratorio nazionale della sicurezza energetica.

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