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È stata pubblicata sul sito istituzionale della Regione Puglia l’autorizzazione che proroga al 31 marzo 2026 il termine per il trasferimento dei mitili dal primo seno del Mar Piccolo, inizialmente fissato al 28 febbraio.

Una decisione accolta con sollievo dalle associazioni e dai sindacati della mitilicoltura tarantina, che nelle scorse settimane avevano segnalato difficoltà operative nell’applicazione dell’ordinanza regionale sulla movimentazione del novellame.
La nota congiunta porta la firma di Emilio Palumbo (Coldiretti Taranto – Settore Pesca), Gianluca Basile (Confcooperative/Federcoopesca), Cosimo D’Andria (Confesercenti CasaImpresa Taranto), Cosimo Bisignano (Legacoop Agroalimentare – Dipartimento Pesca), Carla Macripò (UNCI Agroalimentare), Alessandro Gesuè (Fai Cisl), Giuseppe Romano (Flai Cgil) e Vincenzo Guarino (Uila Pesca).
Le otto associazioni ricordano che l’ordinanza regionale prevede il trasferimento dei mitili come misura preventiva a tutela della salute pubblica e della continuità produttiva. Tuttavia, nelle ultime settimane erano emerse difficoltà tali da rischiare di compromettere il lavoro quotidiano di numerose imprese.
“La proroga rappresenta un risultato concreto per gli operatori”, affermano le organizzazioni, spiegando che il differimento “consente tempi più adeguati per gestire le operazioni di movimentazione del novellame” e permette di evitare “concentrazioni forzate delle attività entro scadenze troppo ristrette”.
Secondo le rappresentanze del settore, la nuova scadenza garantisce condizioni operative più sicure, una migliore organizzazione del lavoro in mare e una riduzione delle situazioni di urgenza che avrebbero potuto incidere negativamente sulla qualità e sulla sicurezza delle attività.
Le associazioni esprimono soddisfazione per la disponibilità al confronto mostrata dal Dipartimento di Prevenzione della Asl Taranto e dalla Regione Puglia, guidata dal presidente Antonio Decaro.
“La sensibilità istituzionale ha permesso di individuare una soluzione equilibrata e responsabile”, sottolineano le organizzazioni firmatarie, evidenziando come il provvedimento rappresenti un punto di equilibrio tra le esigenze di tutela sanitaria e la necessità di garantire la continuità delle attività produttive.
La proroga, aggiungono, dimostra che “la collaborazione tra istituzioni e rappresentanze del settore può produrre risultati efficaci”, nel rispetto delle normative vigenti, della sicurezza alimentare e delle esigenze economiche e sociali delle comunità coinvolte.
Le otto associazioni ribadiscono l’impegno dei mitilicoltori a operare nel pieno rispetto delle prescrizioni sanitarie e dei controlli previsti.
“Il comparto ha sempre dimostrato responsabilità e continuerà a farlo”, affermano, ricordando che la mitilicoltura tarantina rappresenta non solo una risorsa economica, ma anche un patrimonio identitario del territorio.
L’auspicio condiviso è che il percorso di dialogo e confronto possa proseguire anche in vista di una possibile revisione complessiva della norma, alla luce degli incoraggianti risultati dei rilievi più recenti e del progetto di decontaminazione dei mitili, sostenuto anche dal Commissario per le bonifiche.
“Serve continuità nel metodo e nella collaborazione, per tutelare un settore che è storia, cultura e lavoro della nostra comunità”, concludono le organizzazioni.

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