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Un clima di attesa tesa, ma anche di svolta possibile, ha accompagnato l’incontro di oggi al ministero delle Imprese e del Made in Italy sulla vertenza Natuzzi.
Dopo mesi di frizioni, comunicazioni unilaterali e timori per il futuro degli stabilimenti italiani, il tavolo romano ha segnato un cambio di passo: per la prima volta, azienda e sindacati si muoveranno dentro un percorso di confronto vincolante, guidato direttamente dal Mimit.
Secondo quanto emerso dalla nota congiunta diffusa al termine della riunione, il ministero ha ottenuto un impegno chiaro: “È stata condivisa la necessità di ristabilire corrette relazioni industriali e un metodo di confronto preventivo sulle scelte strategiche aziendali”, un metodo che si concretizzerà già nelle giornate del 10 e 11 marzo, quando Natuzzi dovrà presentare in sede ministeriale tutti i dettagli alla base delle decisioni che incidono su assetto industriale e occupazione.
Le organizzazioni sindacali hanno ribadito che “nessuna decisione può essere assunta fino al termine del confronto”, rivendicando la centralità del dialogo e la necessità di fermare ogni iniziativa unilaterale dell’azienda. Al tavolo siederanno Feneal Uil, Filca Cisl, Fillea Cgil, Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, in un fronte unitario che da settimane chiede trasparenza e un piano industriale credibile.
Nella nota, le sigle elencano i punti considerati non negoziabili: “internalizzazione delle produzioni e rientro dei volumi in Italia”, per riportare lavoro negli stabilimenti pugliesi e lucani; “Valutazione congiunta di ogni ipotesi di chiusura o riorganizzazione”, evitando scelte calate dall’alto;“Eventuali incentivi all’esodo solo su base volontaria e dentro un quadro condiviso”; “Un piano industriale sostenibile, trasparente nei dati economici e produttivi”, che definisca il futuro del gruppo.
Un’agenda fitta, che fotografa la profondità della crisi ma anche la volontà di affrontarla con strumenti nuovi.
Le organizzazioni sindacali definiscono “positivo l’avvio di questo percorso in capo al ministero”, sottolineando come esso recepisca le richieste avanzate negli ultimi mesi. Ma avvertono: il giudizio finale arriverà solo dopo il confronto di marzo, quando l’azienda avrà messo sul tavolo numeri, scenari e impegni concreti.
Resta intatto l’obiettivo principale: “salvaguardia occupazionale, saturazione produttiva degli stabilimenti italiani e rilancio industriale del gruppo”. Un trinomio che, per i sindacati, deve guidare ogni scelta.
Nel frattempo, assicurano, continueranno a “monitorare attentamente l’evoluzione della vertenza, mantenendo costantemente informate le lavoratrici e i lavoratori e riservandosi ogni iniziativa utile a tutela dei loro diritti”.
A rafforzare il quadro emerso dal tavolo è arrivata anche la valutazione dell’assessore regionale allo Sviluppo economico, Eugenio Di Sciascio, presente all’incontro insieme al presidente del Sepac, Leo Caroli, e alla direttrice del Dipartimento regionale, Gianna Elisa Berlingerio. L’assessore ha parlato di un clima finalmente costruttivo: “Registriamo con favore la ripresa del confronto in un clima più disteso e responsabile. Il dottor Castano ha evidenziato come il tono complessivo degli interventi sindacali sia stato orientato alla disponibilità e alla volontà di dialogo, ribadendo la necessità di non imporre soluzioni ma di favorire un percorso condiviso”.
Di Sciascio ha sottolineato come il tavolo abbia riconosciuto la legittimità delle istanze di tutte le parti, aprendo una fase nuova: “Si è deciso di riavviare il dialogo nella consapevolezza che ogni parte porta istanze legittime che devono trovare un punto di equilibrio. I temi sul tavolo sono centrali e rappresentano un obiettivo comune: la salvaguardia dell’occupazione e il rilancio competitivo dell’azienda, nell’interesse dei lavoratori e dell’intero territorio”.
Un segnale concreto della volontà di procedere è la calendarizzazione delle due giornate di lavoro del 10 e 11 marzo, che daranno continuità al percorso avviato.
L’assessore ha poi annunciato un ulteriore fronte di lavoro, destinato a incidere sulle prospettive industriali del gruppo: “Nelle prossime settimane si aprirà un’interlocuzione con il Ministero del Lavoro per approfondire il tema della decontribuzione prevista nell’accordo di novembre, in particolare rispetto alle ipotesi di reshoring produttivo. L’approfondimento sulle misure legate al possibile rientro delle produzioni rappresenta un passaggio importante, che ha trovato l’attenzione e l’apprezzamento dello stesso dottor Castano”.