CRONACHE TARANTINE
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La Cgil Taranto e la Filctem Cgil Taranto tornano a puntare i riflettori sul progetto del dissalatore del Tara e lo fanno denunciando «il silenzio inspiegabile» di Acquedotto Pugliese, che non ha ancora risposto alla richiesta di incontro inviata lo scorso 20 febbraio.
Una mancata risposta che, secondo i segretari generali Giovanni D’Arcangelo e Francesco Bardinella, non è soltanto una violazione delle corrette relazioni sindacali, ma «una caduta di stile istituzionale» in un momento particolarmente delicato per la governance dell’azienda, impegnata nel percorso che porterà all’ingresso dei Comuni nella compagine societaria attraverso la sottoscrizione di azioni.
Nella lettera indirizzata al presidente e direttore generale di Aqp, Roberto Venneri, al direttore Risorse umane e Organizzazione, Pietro Scrimieri, e al direttore industriale, Antonio De Leo, i due segretari avevano chiesto un incontro per conoscere lo stato di avanzamento del progetto del dissalatore finanziato con fondi Pnrr e Fsc, il relativo cronoprogramma, il numero delle imprese coinvolte, la forza lavoro impiegata e i contratti applicati. Una richiesta che, spiegano, riguarda «un’opera strategica per il territorio e per la gestione delle risorse idriche pugliesi» e che proprio per questo avrebbe meritato un confronto immediato e trasparente.
Il mancato riscontro da parte di Aqp viene definito «inaccettabile» dai sindacati, soprattutto in una fase in cui l’azienda si appresta a diventare «sempre più pubblica». Per D’Arcangelo e Bardinella, infatti, «la trasparenza e il dialogo con le organizzazioni sindacali dovrebbero essere un dovere, non un optional». Il silenzio, aggiungono, non solo ostacola il confronto, ma «alimenta perplessità su un’opera che impatta su lavoro, ambiente, investimenti e qualità del servizio».
I due segretari parlano senza giri di parole: «Non è tollerabile che un’azienda a totale controllo pubblico, impegnata in un progetto finanziato con risorse europee e nazionali, ignori una richiesta di incontro che riguarda temi fondamentali come l’occupazione, la sicurezza, la qualità del lavoro e la corretta applicazione dei contratti. Il dissalatore del Tara è un’opera strategica e i cittadini hanno diritto a sapere come si sta procedendo. Il confronto con il sindacato non è una concessione: è un obbligo di trasparenza».
D’Arcangelo e Bardinella sottolineano inoltre che l’apertura ai Comuni nella compagine societaria impone un cambio di passo immediato: «Se Aqp vuole davvero essere un’azienda dei territori, deve dimostrarlo nei fatti, non solo negli annunci. Il silenzio non è compatibile con una gestione partecipata e responsabile. Pretendiamo risposte e pretendiamo che siano rapide».
In assenza di un riscontro, Cgil Taranto e Filctem Cgil Taranto annunciano di essere pronte a valutare tutte le iniziative sindacali e pubbliche necessarie per garantire trasparenza, tutela dei lavoratori e corretto utilizzo delle risorse pubbliche.