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I commissari straordinari di Ilva e Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria sono al lavoro da questa mattina sull’esame delle integrazioni trasmesse nella tarda serata di ieri, giovedì 12 marzo, dal fondo statunitense Flacks Group, candidato all’acquisizione dell’intero perimetro industriale dell’ex Ilva.

La documentazione aggiuntiva è arrivata entro il termine fissato del 12 marzo e rappresenta un passaggio decisivo nella valutazione dell’offerta, considerata finora la più strutturata tra quelle in campo.
Le integrazioni riguardano i punti che i commissari avevano indicato come imprescindibili per procedere all’analisi: il piano industriale, con particolare attenzione ai volumi produttivi e alla tempistica di riavvio degli impianti; gli aspetti finanziari, relativi alle garanzie economiche e alla sostenibilità dell’operazione; le prospettive occupazionali, con la richiesta di chiarire numeri, modalità di reintegro e gestione degli esuberi; e infine le questioni ambientali, incentrate sul percorso di decarbonizzazione e sugli interventi necessari per la messa in sicurezza degli impianti. Si tratta degli stessi nodi che, nella riunione del 5 marzo a Palazzo Chigi, erano stati segnalati come ancora da approfondire.
L’arrivo delle integrazioni apre ora una fase di valutazione tecnica che dovrà portare i commissari a esprimere un giudizio complessivo sulla proposta di Flacks Group, ritenuta finora più solida rispetto a quella del concorrente Bedrock, altro fondo americano che ha manifestato interesse per l’intero complesso siderurgico.
Ma il quadro si è ulteriormente complicato nelle ultime ore. Come confermato dal ministro delle Imprese Adolfo Urso durante l’informativa al Senato, anche il gruppo indiano Jindal ha presentato una manifestazione d’interesse per l’acquisizione dell’intero gruppo ex Ilva. L’azienda, già protagonista in passato di interlocuzioni sul futuro del siderurgico, propone un piano industriale definito “ambizioso” e orientato alla piena decarbonizzazione. L’ingresso di Jindal riapre dunque la partita, introducendo un terzo attore in un negoziato che il Governo punta a chiudere entro aprile.
La nuova manifestazione d’interesse dovrà ora essere valutata insieme alle proposte già sul tavolo, in un confronto che si annuncia complesso e determinante per il futuro del più grande polo siderurgico europeo. I commissari, intanto, procedono all’analisi delle integrazioni di Flacks Group, primo passo verso una decisione che dovrà tenere insieme sostenibilità industriale, garanzie finanziarie, tutela occupazionale e rispetto degli impegni ambientali.
Il destino dell’ex Ilva resta dunque appeso a una trattativa multilaterale che, nelle prossime settimane, entrerà nella sua fase più delicata. Taranto e l’intero sistema industriale italiano attendono risposte che possano finalmente restituire stabilità a un settore strategico e a migliaia di lavoratori che da anni vivono nell’incertezza.

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