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Nella mattinata di mercoledì 8 aprile, nell’aula consiliare del Comune di Grottaglie, si è riunito nuovamente il Tavolo permanente su Leonardo Grottaglie, presieduto dal sindaco Ciro D’Alò.
Un appuntamento che, di settimana in settimana, sta diventando il baricentro istituzionale di una vertenza che coinvolge centinaia di lavoratori e un asset industriale strategico per la Puglia e l’Italia. Attorno al tavolo sedevano i segretari provinciali di Fim, Fiom e Uilm, il sindaco di Monteiasi, Cosimo Ciura, e i consiglieri regionali Giuseppe Fischetti, Cosimo Borraccino e Annagrazia Angolano, quest’ultima presidente della VI commissione consiliare che domani, giovedì 9 aprile, porterà la questione in audizione in Regione.
Fin dall’apertura, i rappresentanti sindacali hanno ribadito le preoccupazioni legate alla joint venture in corso con un fondo arabo, riportando le ansie dei lavoratori che chiedono di poter rimanere nel perimetro di Leonardo Aerostrutture, senza rischiare esternalizzazioni o passaggi societari che potrebbero indebolire tutele e prospettive.
D’Alò ha ricordato che il tavolo è nato proprio per affrontare insieme questa fase delicata, spiegando che «abbiamo istituito da tempo un tavolo permanente con istituzioni e sindacati per discutere della vertenza Leonardo» e che oggi l’obiettivo era «condividere le preoccupazioni legate all’ingresso di un fondo nella compagine azionaria». Il sindaco ha insistito sul fatto che la priorità è evitare che «si smantelli l’identità del gruppo» e che «si perdano attività lavorative», chiarendo che il confronto dovrà portare a «punti fermi sulla tutela del lavoro e dei siti produttivi».
D’Alò ha riferito di aver ricevuto rassicurazioni da Leonardo, secondo cui gli accordi in corso «non metteranno in discussione la linea produttiva pugliese e italiana» e rappresenterebbero «solo un’operazione di tipo economico». Ma ha subito aggiunto che «bisognerà vedere cosa sarà scritto negli atti», ricordando che Leonardo è una società partecipata dallo Stato e che quindi «le decisioni sono politiche» e richiedono un fronte istituzionale compatto. Il sindaco ha definito Leonardo «un fiore all’occhiello per tutta la Puglia» e ha sottolineato che le maestranze «non possiamo perderle», pur riconoscendo come positivo il ritorno a pieno regime delle linee produttive e le nuove assunzioni, che però «non bastano a fugare le incertezze».
Il segretario provinciale della Fiom-Cgil, Pasquale Caniglia, ha inserito la discussione in un quadro più ampio, spiegando che «inizia un percorso con le istituzioni locali che proseguirà domani in Regione» e che l’obiettivo è ribadire «che la governance resti alla Leonardo e che i lavoratori restino nella multinazionale One Company». Caniglia ha ricordato che Leonardo è un’azienda di Stato e che quindi «deve assumersi responsabilità sociali», avvertendo che il rischio della partnership è quello di «una privatizzazione del settore» e della perdita «del vecchio posto para-statale», oltre alla cessione «di un asset fondamentale per il Mezzogiorno».
Il segretario generale della Fim-Cisl, Biagio Prisciano, ha insistito sulla necessità di garanzie chiare: «non siamo contrari agli investimenti, ma servono garanzie affinché tutti i lavoratori rimangano nel perimetro Leonardo», comprese le professionalità dell’indotto, «che sono sempre la parte più debole». Prisciano ha denunciato l’assenza di un piano industriale noto, spiegando che «continuiamo a registrare proclami e dichiarazioni, ma nella realtà non conosciamo nulla».
Il segretario provinciale della Uilm, Luigi Bennardi, ha descritto un clima teso tra i lavoratori, ricordando che «non saremo mai contrari a investimenti di player internazionali, ma vogliamo che i lavoratori continuino a lavorare all’interno del perimetro Leonardo». Bennardi ha poi rivolto un appello diretto alla politica regionale: «la politica in Puglia deve cominciare a fare la politica. Non può lasciare alle rappresentanze sindacali la tutela dello stabilimento», ricordando che Leonardo è un’azienda partecipata dallo Stato e che «insiste sul territorio grazie ai soldi dei contribuenti».
La consigliera regionale Annagrazia Angolano ha spiegato che la missione della VI commissione è «portare la questione Leonardo in commissione affinché diventi una fase propedeutica al prossimo consiglio regionale», con l’obiettivo di ottenere «un indirizzo politico importante» e aprire finalmente una interlocuzione con il governo. Ha ricordato che il sito di Grottaglie soffre da anni la monocommittenza Boeing e che «il governo non ha mai fornito risposte operative in termini di diversificazione», ribadendo che «vogliamo che la governance rimanga in Leonardo e che i dipendenti rimangano in Leonardo».
Il Tavolo si è chiuso con l’impegno a proseguire il confronto nelle prossime settimane, in attesa dell’audizione regionale di domani. Il clima resta carico di tensione ma la presenza congiunta di istituzioni e sindacati conferma che la vertenza non verrà lasciata scivolare in secondo piano. Per i lavoratori, la richiesta resta una sola: continuare a essere parte integrante di Leonardo, senza perdere identità, tutele e futuro.