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Taranto entra in una fase in cui ogni scelta pesa più del solito, e in cui la capacità delle istituzioni di leggere il momento può fare la differenza tra un’occasione colta e un’altra lasciata scivolare via.

È in questo clima che il presidente della Commissione Attività Produttive del Comune di Taranto, Nicola Catania, ha annunciato la convocazione di una riunione istituzionale per venerdì 17 aprile, con l’obiettivo di fare il punto sui principali progetti strategici dell’amministrazione: dalle misure del Just Transition Fund al progetto Sea Hub, due assi portanti della trasformazione economica ed ecologica della città.
All’incontro parteciperanno il vicesindaco Mattia Giorno, referente per i programmi legati al JTF e allo sviluppo strategico del territorio, l’assessore Francesco Cosa e i dirigenti comunali Sasso e Murianni. Una squadra istituzionale chiamata a confrontarsi su dossier che, nelle parole di Catania, «richiedono un monitoraggio costante e un raccordo sempre più stretto tra Consiglio comunale, amministrazione e struttura tecnico‑dirigenziale». Il consigliere della Democrazia Cristiana ha spiegato che l’intenzione della Commissione è quella di «contribuire in modo concreto al percorso di trasformazione della città, valorizzando le Commissioni come luoghi di confronto e partecipazione sui principali programmi strategici».
Il focus della riunione sarà il progetto Sea Hub, un intervento che tocca direttamente il Mar Piccolo e il comparto della mitilicoltura e della pesca, settori identitari per Taranto e oggi al centro di una transizione complessa. Catania ha definito il Sea Hub «una delle principali leve strategiche per il futuro del nostro mare e per la salvaguardia e lo sviluppo di un comparto identitario come quello della mitilicoltura e della pesca», sottolineando la necessità di accompagnare ogni scelta con un ascolto reale del territorio.
Per questo, al termine della riunione istituzionale, la Commissione promuoverà un confronto pubblico con associazioni di categoria, operatori e stakeholder. Un passaggio che, nelle intenzioni del presidente, servirà a «raccogliere contributi, ascoltare le esigenze del settore e costruire un percorso condiviso». La convinzione di Catania è che «solo attraverso un dialogo costante e strutturato con il territorio sia possibile accompagnare in modo efficace l’attuazione degli interventi, garantendo sostenibilità, tutela del lavoro e reali opportunità di sviluppo per la comunità».
Una dichiarazione che suona come un impegno e, allo stesso tempo, come un avvertimento: la transizione non è un processo automatico, ma una strada che richiede metodo, ascolto e responsabilità. Taranto, oggi più che mai, non può permettersi passi falsi.

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