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Nella sala gremita dell’Hotel Delfino, con lo sguardo rivolto al mare che quel ponte lo ha visto nascere, aprirsi e diventare simbolo, Taranto ha assistito questa mattina, sabato 18 aprile, alla presentazione ufficiale del progetto del nuovo ponte girevole.
Un passaggio atteso da anni, inserito nella quattro giorni organizzata dall’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Taranto, che ha riunito tecnici, istituzioni e Marina militare per raccontare come nascerà l’infrastruttura destinata a sostituire uno dei manufatti più iconici della città i cui tempi prevedono la consegna del Progetto di fattibilità tecnico-economica (Pfte) entro l’estate per poi passare, ad inizio 2027, alla pubblicazione dei bandi per l’aggiudicazione della gara.
Alla presentazione hanno preso parte il capitano di vascello Morena Carmela Colacelli, direttore di Marigemini Taranto e organo esecutivo del Genio territoriale; l’ammiraglio di Divisione Andrea Petroni; il responsabile unico del Cis, on. Dario Iaia; il presidente dell’Ordine nazionale degli Ingegneri, Angelo Domenico Perrini. Un parterre che ha restituito il peso strategico dell’opera, finanziata per 25 milioni di euro: 19 milioni provenienti dal Contratto istituzionale di sviluppo e poco più di 6 milioni stanziati direttamente dalla Marina militare.
Il progetto, firmato dallo studio Majowiecki, prevede un ponte completamente nuovo, concepito per rispondere alle esigenze del traffico contemporaneo e alle condizioni estreme dell’ambiente marino. La struttura sarà in acciaio zincato e verniciato, con una conformazione a nido d’ape ad altissima resistenza, capace di sostenere i carichi dei mezzi pesanti e dei futuri autobus del sistema Brt grazie all’utilizzo di un particolare conglomerato bituminoso. Particolare attenzione è stata dedicata alla durabilità: materiali e trattamenti sono stati scelti per garantire una resistenza alla corrosione nettamente superiore all’attuale.
Il nuovo ponte sarà più largo e più funzionale e sarà azionato da quattro motori e da un sistema di ingranaggi interni collegati ad una ralla di nuova concezione che consentirà la rotazione dei due bracci. Avrà due corsie ciclabili, una per lato, e passaggi pedonali separati da barriere sia dal traffico automobilistico sia dalle stesse piste ciclabili. Tutti questi elementi saranno ricavati su passerelle retraibili: quando il ponte si aprirà, le passerelle rientreranno all’interno della struttura; quando si chiuderà, torneranno ad aprirsi verso l’esterno, restituendo piena fruibilità a pedoni e ciclisti.
Il capitano di vascello Morena Carmela Colacelli, dopo aver ricordato storia e struttura dell’attuale ponte girevole, ha illustrato nel dettaglio il percorso tecnico che ha portato alla definizione del progetto. «Il progetto nasce da un rilievo accurato delle “spalle” del ponte attuale, da un rilievo geometrico e dei materiali che le compongono» ha spiegato. «Sono state effettuate indagini diagnostiche per realizzare una modellazione agli elementi finiti e verificare la capacità strutturale delle spalle». Colacelli ha mostrato estratti del progetto strutturale, evidenziando come la nuova infrastruttura rispetti la geometria generale dell’esistente, pur introducendo elementi migliorativi: «Avremo quattro travi reticolari poste a un interasse di due metri. La pendenza del ponte resterà analoga ma il raccordo altimetrico in mezzeria sarà più dolce rispetto a quello attuale».
Uno dei passaggi più attesi ha riguardato la gestione della viabilità durante i lavori. Colacelli ha confermato che, come negli anni Ottanta, verrà installato un ponte galleggiante temporaneo. «Sarà collocato tra la fine della rampa Leonardo da Vinci, lato Città Nuova, e la fine della discesa Vasto, lato Città Vecchia» ha spiegato. Il layout prevede cinque piattaforme mobili, per una larghezza complessiva di 18 metri, con tre moduli centrali destinati al transito veicolare. Sono previste due aperture giornaliere, oltre a quelle eccezionali per il passaggio delle unità navali, con tempi di manovra stimati in circa 30 minuti.
La fase di smontaggio dell’attuale ponte è stata illustrata con precisione: l’infrastruttura verrà sezionata in sei parti, sollevate una alla volta da una chiatta dotata di gru e trasportate via mare. Le operazioni di montaggio del nuovo ponte seguiranno lo stesso schema in ordine inverso.
Tra le innovazioni più rilevanti figura l’installazione di un sistema avanzato di sensori che permetterà di creare un vero e proprio gemello digitale del ponte. «Potremo monitorare in tempo reale le sollecitazioni, ricostruire la storia tensionale degli elementi e individuare eventuali fenomeni di fatica» ha spiegato Colacelli. «Questo consentirà interventi tempestivi in caso di criticità e garantirà un controllo continuo dell’infrastruttura».
La mattinata si è chiusa con un lungo applauso, segno della consapevolezza che Taranto sta entrando in una nuova fase della sua storia infrastrutturale. I lavori della giornata sono poi proseguiti con l’assemblea del Consiglio nazionale dell’Ordine degli Ingegneri, che per la prima volta nella sua storia non si è celebrata a Roma, ma proprio a Taranto, città che oggi più che mai guarda al futuro.