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Restare o partire. È una domanda che attraversa generazioni, ma che oggi, nel territorio tarantino, assume il peso di un bivio collettivo.
A questa domanda ha provato a dare forma l’indagine scientifica realizzata dall’Università degli Studi di Bari e promossa da Confcommercio Taranto insieme alla Camera di commercio di Brindisi e Taranto, presentata questa mattina dai ricercatori Alessia Bellomo e Leonardo Lofavo durante la prima giornata del laboratorio d’impresa “Taranto che Resta”. Un percorso di tre giorni dedicato all’accompagnamento all’avvio d’impresa, alle misure di finanziamento per le start up giovanili e all’orientamento all’autoimpiego, che coinvolge 45 studenti delle scuole superiori della provincia, rappresentativi di tutti i comuni.
L’indagine, condotta attraverso questionari somministrati a un campione di 334 studenti di dieci istituti superiori, restituisce un quadro che non lascia indifferenti. Taranto è la prima provincia d’Italia per incidenza di NEET, con un 34,6% di giovani tra i 15 e i 29 anni che non studiano e non lavorano. La disoccupazione giovanile sfiora il 48,7%, mentre solo il 27% degli intervistati si dice ottimista rispetto alle opportunità lavorative offerte dal territorio rispetto ad altre regioni. Alla domanda se restare o partire, il 43,4% dichiara di non voler rimanere in provincia e il 62,3% ritiene necessario spostarsi fuori regione. Le ragioni sono chiare: «precarietà e salari bassi», indicati dal 69,2% del campione. Eppure, nonostante tutto, la voglia di restare esiste: il 68,3% lo farebbe se ci fossero condizioni favorevoli. Tra coloro che intendono iscriversi all’università — circa il 50% — solo il 7% immagina il proprio futuro nella provincia di Taranto, il 16% in Puglia ma altrove, mentre il 23% guarda direttamente all’estero.
Sono dati che, come sottolineano i promotori, «si commentano da soli» e che rendono urgente l’avvio di iniziative capaci di contrastare la fuga di cervelli e la desertificazione giovanile. Da qui nasce il progetto “Taranto che resta – factory d’impresa per i giovani di domani”, spin off del Salone Mediterraneo dell’Impresa che si terrà a fine maggio. L’obiettivo è chiaro: accelerare la nascita di nuove realtà imprenditoriali, diversificare l’economia provinciale e offrire ai giovani strumenti concreti per costruire il proprio futuro senza doverlo cercare altrove. L’iniziativa rientra nella Misura Punti Cardinali For Work, in coerenza con la strategia regionale “Mare a Sinistra”.
La giornata inaugurale, ospitata nella Camera di commercio, è stata dedicata a “Ispirazioni e scenari”, con la partecipazione della direttrice del Dipartimento Lavoro, Formazione e Istruzione della Regione Puglia, Silvia Pellegrini, e con le testimonianze di giovani imprenditori alla guida di start up innovative che hanno raccontato il proprio percorso, spesso nato da un’idea originale trasformata in impresa. Sono intervenuti il presidente della Camera di commercio, Vincenzo Cesareo, il presidente provinciale di Confcommercio Taranto, Giuseppe Spadafino, e il direttore Tullio Mancino. A coordinare l’incontro è stata la giornalista Lucia Iaia.
Domani, mercoledì 29 aprile, sempre in Camera di commercio, i 45 studenti saranno impegnati nel “Laboratorio di futuro”, dedicato alla costruzione di un’idea imprenditoriale. Giovedì 30 aprile, nella sede della Provincia, si terrà la giornata conclusiva con la “Sfida dei talenti”, durante la quale saranno presentati i progetti sviluppati durante la factory. Un percorso che prova a trasformare numeri preoccupanti in possibilità concrete, e una domanda — restare o partire — in una scelta finalmente libera, non obbligata.