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La strada provinciale 19, questa mattina, sembrava respirare insieme ai lavoratori e alle lavoratrici Natuzzi.

Un serpentone compatto, determinato, arrabbiato quanto stanco, ha sfilato da Laterza in direzione della statale 7, accompagnato dalle bandiere delle organizzazioni sindacali e da slogan che rimbalzavano tra i muretti a secco. In testa al corteo, uno striscione che non lasciava spazio a interpretazioni: «Natuzzi, dov’è finita la grande famiglia?». Una domanda che è insieme accusa, nostalgia e richiesta di risposte, mentre la vertenza continua a consumarsi tra fabbriche svuotate, cassa integrazione e un futuro che appare ogni giorno più incerto.
Mentre la protesta attraversava la provinciale, a Roma si muoveva un altro pezzo della stessa storia. Nella sede del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il ministro Adolfo Urso incontrava i rappresentanti delle Regioni Puglia e Basilicata, e da quel confronto scaturiva una decisione destinata a segnare la nuova fase della vertenza: l’attivazione di un tavolo permanente al Mimit, con azienda, sindacati e istituzioni, per accompagnare il rilancio del gruppo. «È necessario intervenire al più presto per mettere in sicurezza il Gruppo Natuzzi e consentire gli urgenti interventi economico‑finanziari, manageriali e organizzativi, senza i quali l’azienda rischia un serio peggioramento», ha affermato il ministro, fissando già una data: il primo incontro del tavolo si terrà il 27 maggio alle 10.30 a Palazzo Piacentini, subordinato all’accordo sul rinnovo della cassa integrazione presso il Ministero del Lavoro. Prima di allora, sono previsti incontri bilaterali con azienda e sindacati per definire il percorso. «Il Mimit seguirà con la massima attenzione questo percorso – ha aggiunto Urso – mettendo in campo tutti gli strumenti utili a sostenere il consolidamento industriale del Gruppo e salvaguardarne la capacità produttiva».
Dalla Regione Puglia è arrivato un commento immediato dell’assessore allo Sviluppo economico, Eugenio Di Sciascio, che ha definito l’esito del confronto «un passo importante in una fase particolarmente delicata per il Gruppo Natuzzi». L’assessore ha sottolineato l’importanza di un metodo stabile di confronto tra istituzioni, impresa e rappresentanze dei lavoratori, giudicando utile la scelta di attivare un presidio permanente di monitoraggio. Ha poi annunciato per domani, 29 aprile, alle 11.30 a Bari, la prima riunione interregionale dedicata al Distretto del mobile imbottito, convocata insieme alla Regione Basilicata: un appuntamento pensato per affrontare in modo organico la crisi del settore e definire strategie condivise di sviluppo e riconversione. «L’obiettivo – ha concluso – è costruire una risposta unitaria che metta al centro il sistema produttivo locale e la salvaguardia dell’occupazione».
Sulla stessa linea si è espresso anche l’on. Vito De Palma, che ha definito l’attivazione del tavolo permanente «un passo nella giusta direzione», ricordando che Natuzzi è «una realtà simbolo del Made in Italy» e che l’appuntamento del 27 maggio dovrà tradursi in «un percorso concreto e verificabile». Ha apprezzato l’attenzione del Governo, ma ha richiamato la necessità di passare rapidamente dalle intenzioni ai fatti: «Servono scelte chiare e responsabilità condivise per costruire prospettive di sviluppo durature».
Così, mentre i lavoratori marciano lungo la provinciale e le istituzioni si muovono nelle stanze romane, la vertenza Natuzzi continua a tenere insieme due immagini della stessa crisi: quella dei volti stanchi che chiedono risposte e quella dei tavoli istituzionali che provano a costruirle. In mezzo, un territorio che da anni vive sospeso tra orgoglio industriale e paura del declino, e che oggi torna a chiedere, con forza, di non essere lasciato indietro.

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