CRONACHE TARANTINE
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La Giornata Internazionale per la Salute e la Sicurezza sul Lavoro, a Taranto, non ha il sapore della celebrazione ma quello del lutto.
È con parole dure che il segretario generale della Uil di Taranto, Gennaro Oliva, apre la sua nota: «Oggi non abbiamo nulla da celebrare. Abbiamo solo vite da piangere, famiglie distrutte a cui dare risposte e una strage continua che deve essere fermata». Un appello che diventa denuncia, rivolto alle istituzioni, agli enti di controllo e al mondo imprenditoriale, perché la prevenzione non resti un principio astratto.
I primi quattro mesi del 2026 hanno infatti consegnato al territorio un bilancio drammatico: tre infortuni mortali in meno di cento giorni. «Non possiamo derubricare queste tragedie a semplici fatalità – incalza Oliva –. Abbiamo perso tre giovani lavoratori, tre figli di questa terra usciti di casa per guadagnarsi da vivere e mai più tornati». Il segretario ricorda le date e i nomi che hanno segnato questo inizio d’anno: il 12 gennaio la morte di Claudio Salamida, 46 anni, precipitato per il cedimento di un grigliato all’ex Ilva; il 2 marzo quella di Loris Costantino, 36 anni, caduto da dieci metri mentre lavorava su un nastro trasportatore; il 13 aprile l’incidente costato la vita a Roberto Di Ponzio, 38 anni, travolto da un palo dell’illuminazione nel cimitero di San Brunone. «Il siderurgico continua a rappresentare la più grande ferita aperta per il nostro territorio – osserva – ma la morte di Roberto ci ricorda che il rischio è ovunque, anche nei cantieri urbani e negli appalti di manutenzione».
Il quadro locale stride con i dati nazionali. Mentre l’Inail registra un calo dei decessi sul lavoro del 27,8% nei primi mesi del 2026, Taranto viaggia in direzione opposta, cancellando ogni segnale positivo con una sequenza di lutti che pesa come un macigno. A livello nazionale aumentano anche le denunce di infortunio (+2,4%) e soprattutto quelle per malattie professionali (+14,2%), un tema che nel capoluogo ionico ha radici profonde e dolorose.
Per Oliva, questa giornata non può trasformarsi in un rituale vuoto. «Non deve ridursi a una stanca liturgia o a una sfilata di buoni propositi», afferma, chiedendo alla politica locale e nazionale, allo Spesal e all’Ispettorato del Lavoro un «potenziamento immediato degli organici» per intensificare i controlli preventivi. Alle aziende ricorda che «la sicurezza non è un costo da tagliare, ma il primo investimento da garantire». E conclude con un impegno netto: «Come Uil Taranto non faremo sconti a nessuno: continueremo a presidiare i luoghi di lavoro, a esigere il rispetto delle normative e a lottare affinché il diritto al lavoro non si trasformi mai più in una condanna a morte. Taranto ha bisogno di scelte straordinarie, perché la normalità, oggi, evidentemente non basta».