CRONACHE TARANTINE
IL QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE DI TARANTO
C’è un filo che unisce le città italiane affacciate sul mare, un filo fatto di storie, sguardi giovani e creatività che diventa racconto civile, progetti di ricerca scientifica e buone pratiche.
È lo stesso filo che, dopo Roma e le altre tappe del Giro d’Italia dei Pianeta Mare Film Lab, arriverà a Taranto dal 18 al 22 maggio, portando nel Dipartimento Jonico dell’Università di Bari Aldo Moro una residenza artistica e formativa dedicata ai ragazzi e alle ragazze under 30 che saranno ospitati per vitto e alloggio alla Marina Militare. Un laboratorio che non è solo cinema con smartphone - a zero budget e minimo impatto ambientale - ma un modo nuovo di guardare il mare, l’ambiente, la città e il futuro e di disseminare e ingaggiare il pubblico sui risultati di progetti di ricerca del Dipartimento Jonico, del CNR ITC, del Commissario straordinario per le bonifiche ambientale di Taranto in collaborazione tecnologica e scientifica con la Marina Militare.
«Il nostro obiettivo è semplice e rivoluzionario allo stesso tempo: dare voce a tantissime giovani e farli diventare narratori del rapporto tra ricerca scientifica pubblica di eccellenza, il territorio, le coste, il mare», spiega Max Mizzau Perczel, curatore del Giro d’Italia dei Pianeta Mare Film Lab assieme al direttore artistico e regista Valerio Ferrara. «A Roma abbiamo visto dodici ragazzi trasformare uno smartphone in uno strumento di indagine e poesia. Taranto merita la stessa energia, la stessa capacità di immaginare storie positive e di Futuro».
La tappa romana, conclusa il 15 febbraio all’Auditorium Parco della Musica, ha mostrato la forza del progetto: una sala piena, studenti da tutta Italia e dall’estero, tre giorni per girare un cortometraggio a impatto zero, con budget zero e con la sola forza delle idee e tecniche di videomaking all'avanguardia che catturano lo spirito dei tempi contemporanei. «Nell’immaginario comune Roma non è una città di mare, ma ha quasi 14 chilometri di costa e un porto antico tra i più importanti dell’epoca romana», ha ricordato Mizzau Perczel in un’intervista a Pianeta 2030. «È proprio su questo rapporto tra città e mare che si sono concentrati i lavori del Film Lab».
Ora tocca a Taranto, città che con il mare ha un legame profondo, complesso, identitario. Dal 18 al 22 maggio il Dipartimento Jonico ospiterà la quarta tappa del Giro d’Italia dei Film Lab 2026 e la Marina Militare gli studenti universitari e film maker: cinque giorni di workshop intensivi, incontri con ricercatori, docenti universitari, esperti di cinema e scienza, ufficiali della Marina Militare, imprenditori e la realizzazione di cortometraggi dedicati ai temi del mare, dei cambiamenti climatici, della biodiversità e dei progetti di ricerca di Università di Bari, CNR e Commissario straordinario per le bonifiche ambientali, Fondazione Taranto 25, Accademia Belle arti di Bari, presentati nella giornata inaugurale.
Il Film Lab selezionerà 12 partecipanti, che lavoreranno in coppia per realizzare almeno sei cortometraggi utilizzando esclusivamente la videocamera dello smartphone. I lavori saranno presentati venerdì 22 maggio nell’Aula Magna del Dipartimento Jonico, durante un evento pubblico con dibattito e votazione della giuria composta dagli stessi partecipanti.
C’è tempo fino al 4 maggio per candidarsi, inviando CV e lettera motivazionale all’indirizzo
Il Film Lab di Taranto è sostenuto da un ampio partenariato istituzionale: ANVUR, Marina Militare, Università di Bari Aldo Moro e Dipartimento Jonico, CNR – Istituto delle Tecnologie per le Costruzioni, Commissariato straordinario per le bonifiche di Taranto, Sovrintendenza Archeologica Subacquea del Ministero della Cultura, Fondazione Taranto 25, accademia Belle Arti di Bari, Tecnopolo del Mediterraneo.
«Il cinema può essere un ponte tra scienza, comunità e giovani generazioni», sottolinea Ferrara. «Taranto ha bisogno di nuovi narratori e di nuove storie positive. Noi siamo qui per aiutarli a farle nascere».
Il 22 maggio, nell’Aula Magna del Dipartimento Jonico, quelle storie prenderanno forma e saranno scolaresche a votarle. E sarà la città a guardarsi attraverso gli occhi dei suoi giovani.