CRONACHE TARANTINE
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È stato un momento di memoria viva, quasi un piccolo rito civile, quello che questa mattina, giovedì 7 maggio, ha riportato il nome di Alessandro Leogrande al centro della scena culturale tarantina.
Nel foyer del Teatro Fusco, dove la luce filtra morbida dalle vetrate e il brusio iniziale somiglia a un raccogliersi collettivo, è stata presentata la cerimonia di premiazione della X edizione del Premio Alessandro Leogrande 2026, il riconoscimento che da dieci anni custodisce e rilancia l’eredità intellettuale del grande scrittore e giornalista tarantino. Un’eredità che non smette di interrogare, di inquietare, di chiedere responsabilità.
Alla conferenza stampa sono intervenuti la consigliera regionale Annagrazia Angolano, il vicesindaco Mattia Giorno e la presidente dell’Associazione Presìdi del Libro Orietta Limitone, che ha aperto il suo intervento con parole che hanno restituito il senso profondo di questo percorso: «Ci teniamo molto a essere qui a omaggiare Alessandro Leogrande con questa decima edizione del premio. È una traccia di vita, perché un premio è un progetto, è un percorso che abbraccia la Puglia con i Presìdi del Libro e con le scuole che partecipano». Limitone ha ricordato come tutto sia nato «sull’onda emotiva della scomparsa prematura di Alessandro», ma come negli anni il progetto si sia strutturato «intorno alla sua figura, al suo impegno civile e al suo stile giornalistico», fino a diventare «a tutti gli effetti un premio di giornalismo narrativo che non soltanto racconta i temi più importanti della nostra contemporaneità, ma lo fa con uno stile letterario, coinvolgendo attraverso le storie e l’emotività il maggior numero di persone possibili». Un lavoro che, ha aggiunto, mira a «diffondere una maggiore coscienza critica» e a fornire agli studenti «strumenti per orientarsi nel labirinto della nostra storia».
La Regione Puglia, rappresentata da Annagrazia Angolano, ha ribadito il valore politico e civile di questa eredità. «Oggi mi sento particolarmente a casa per quello che è stato il mio vissuto professionale», ha detto la consigliera, intervenuta in rappresentanza del presidente Antonio Decaro. «Alessandro Leogrande, attraverso questo premio e attraverso il suo vissuto, ci lascia una bussola preziosa che tutti i giornalisti, o aspiranti tali, devono saper prendere in eredità». Angolano ha ricordato quanto sia difficile oggi fare giornalismo d’inchiesta: «Spesso si rinuncia alla deontologia professionale in nome di un like o di una minima visibilità mediatica. Ma non dobbiamo mai dimenticare che dall’altra parte ci sono le persone, e questo mestiere ci insegna il rispetto delle persone». Una lezione che Leogrande ha incarnato «quando entrava nei fatti, quando si trovava tra i fanghi delle campagne del caporalato o respirava i fumi dell’acciaieria». Per questo, ha concluso, «la Regione sostiene questo premio per dire da che parte stiamo: dalla parte della verità, del rispetto, della dignità del lavoro e, perché no, anche della tutela ambientale».
Il vicesindaco Mattia Giorno ha sottolineato il valore identitario che il premio riveste per Taranto: «Oggi presentiamo un premio importante, quello dedicato ad Alessandro Leogrande, giunto alla decima edizione. Alessandro rappresenta uno degli uomini di cultura più importanti della nostra città negli ultimi anni, ed è giusto che abbia il dovuto tributo». Giorno ha ricordato come la manifestazione, che si svolgerà sabato 9 maggio alle 18 al Teatro Fusco, sia diventata un appuntamento capace di portare a Taranto autori e opere da tutta Italia: «È un modo per fare cultura, per spingere sui libri, sulla letteratura, per far arrivare qui scrittori che non sono del territorio. Di questo non siamo solo felici, siamo orgogliosi, perché inseriamo la nostra città in un circuito in cui la cultura, nel nome di Leogrande, fa la differenza». E guardando all’edizione 2026 ha aggiunto: «Come ogni anno cresce la partecipazione e cresce la comunicazione a livello regionale. Lo dimostra la presenza della Regione. Sabato avremo qui gli autori che presenteranno le loro opere e i contenuti dei loro testi, in un momento che ruota intorno al nome di Alessandro e a ciò che porta con sé: giovani artisti, giovani uomini di cultura».
Cinque i titoli in concorso, selezionati dai Presìdi del Libro e dalle proposte dei lettori delle scorse edizioni: “Quando il mondo dorme” di Francesca Albanese (Rizzoli); “Stato Mafia. La guerra dei trent’anni” di Stefano Baudino e Heiner Koenig (PaperFIRST); “Il gelso di Gerusalemme” di Paola Caridi (Feltrinelli); “L’Italia senza casa” di Sarah Gainsforth (collana tempi nuovi Laterza); “Tropico Mediterraneo. Viaggio in un mare che cambia” di Stefano Liberti (Laterza). Saranno i circoli di lettura dell’Associazione e gli istituti scolastici pugliesi, coinvolti grazie alla collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale, a decretare il vincitore.
La cerimonia di premiazione, in programma sabato 9 maggio alle 18 al Teatro Fusco, sarà condotta dal giornalista Giorgio Zanchini, che dialogherà con gli autori finalisti. Un appuntamento che non è solo un premio, ma un gesto collettivo di responsabilità: un modo per continuare a tenere aperto lo sguardo, come avrebbe voluto Alessandro Leogrande.