CRONACHE TARANTINE
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In una provincia che da anni vive la transizione energetica più come promessa che come realtà, arriva un segnale politico e amministrativo che prova a trasformare un percorso ancora incerto in un’opportunità concreta.
La Giunta regionale ha infatti stanziato 7.910.000 euro per attivare una procedura valutativa finalizzata alla selezione di proposte progettuali destinate a sostenere la nascita e il consolidamento delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) nel territorio della Provincia di Taranto, uno dei territori italiani più esposti alle sfide della decarbonizzazione e della riconversione industriale.
Il provvedimento, che si inserisce nel quadro delle politiche regionali per l’energia e la sostenibilità, punta a rafforzare un modello di produzione e condivisione dell’energia che negli ultimi anni ha assunto un ruolo centrale nelle strategie europee e nazionali. Le CER, infatti, consentono a cittadini, enti locali, imprese e associazioni di produrre, condividere e consumare energia rinnovabile in forma collettiva, riducendo i costi, abbattendo le emissioni e generando benefici economici diretti per le comunità coinvolte.
La scelta di concentrare l’intervento sulla provincia ionica non è casuale. Taranto è uno dei territori italiani più segnati dalla presenza di grandi impianti energivori, da un’eredità industriale complessa e da un fabbisogno di riconversione che non riguarda solo gli impianti, ma anche il tessuto sociale e produttivo. Le CER rappresentano, in questo senso, uno strumento capace di coniugare sostenibilità ambientale, partecipazione civica e sviluppo locale, creando nuove filiere e nuove opportunità anche per i piccoli comuni e per le aree interne.
La procedura finanziata dalla Regione prevede la selezione di progetti in grado di attivare comunità energetiche solide, sostenibili e capaci di generare ricadute misurabili sul territorio. I fondi potranno essere utilizzati per la progettazione, la realizzazione degli impianti, l’acquisto di tecnologie, la digitalizzazione dei sistemi di gestione e tutte le attività necessarie a rendere operative le comunità. L’obiettivo è duplice: accelerare la diffusione delle CER e creare un modello replicabile che possa diventare un riferimento per l’intera regione.
Il provvedimento arriva in un momento in cui il dibattito sulla transizione energetica a Taranto è particolarmente acceso. Da un lato, la necessità di ridurre l’impatto ambientale delle grandi industrie; dall’altro, la richiesta crescente di strumenti che permettano ai cittadini e agli enti locali di diventare protagonisti della produzione energetica. Le CER rispondono a entrambe le esigenze, offrendo un modello che mette al centro la comunità e non solo il mercato.
La Regione, con questo stanziamento, prova dunque a imprimere una svolta concreta, sostenendo un percorso che può contribuire a ridurre la povertà energetica, favorire l’autonomia dei territori e generare nuove competenze professionali. Un investimento che guarda al futuro, ma che nasce da un’urgenza molto presente: trasformare Taranto da simbolo delle contraddizioni industriali italiane a laboratorio avanzato della transizione energetica.