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Nel pieno di una nuova ondata di allarmi sul sistema penitenziario italiano, anche Taranto torna al centro dell’attenzione.

Nelle ultime ore il Sappe, il principale sindacato della Polizia penitenziaria, ha denunciato con toni durissimi che nella casa circondariale del capoluogo jonico “a fronte di una disponibilità di 350 posti ci sono 830 detenuti, con personale dimezzato”. Un quadro definito “insostenibile”, che riaccende il dibattito sul sovraffollamento e sulle condizioni di lavoro degli agenti.
Su questo tema interviene anche il sindaco di Taranto, Piero Bitetti, che richiama alla responsabilità istituzionale e alla necessità di affrontare il problema con una visione ampia. “Il sovraffollamento delle carceri è una delle criticità più urgenti del sistema penitenziario italiano. Lo vive anche la struttura di Taranto, ma si tratta di un fenomeno diffuso in molte altre realtà del Paese”, afferma il primo cittadino, sottolineando che la questione non può essere ridotta a un caso isolato.
Bitetti riconosce che negli ultimi anni l’inasprimento delle pene e l’ampliamento delle fattispecie di reato hanno contribuito all’aumento della popolazione detenuta. “Voglio essere chiaro: queste misure rispondono a legittime esigenze di sicurezza e legalità”, precisa, rivolgendo un elogio “al contributo quotidiano delle forze dell’ordine e all’impegno del sistema giudiziario”, chiamato a garantire equilibrio tra tutela della sicurezza e rispetto dei diritti.
Allo stesso tempo, il sindaco evidenzia come l’attuale pressione sul sistema penitenziario richieda interventi strutturali. “È anche vero però che tale sistema impatta in maniera significativa sull’infrastruttura carceraria, che deve essere adeguatamente supportata e rafforzata”, osserva, indicando la necessità di investire in strutture moderne, aumento del personale e percorsi di recupero realmente efficaci. “Il carcere deve essere un luogo che garantisce sicurezza, ma anche dignità e opportunità di reinserimento”, aggiunge.
Bitetti invoca una collaborazione istituzionale ampia e coordinata. “Confido nel fatto che il Governo e tutte le istituzioni competenti possano proseguire nel lavoro di miglioramento del sistema penitenziario, con interventi concreti e strutturali”, afferma. Solo così, conclude, sarà possibile “affrontare in maniera efficace il fenomeno del sovraffollamento e restituire piena funzionalità alle nostre carceri”.
Un appello che arriva in un momento in cui la situazione del carcere di Taranto appare particolarmente critica e richiede risposte rapide e condivise.

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