CRONACHE TARANTINE
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Taranto si raccoglierà in preghiera e poi in piazza per ricordare Bakary Sako, il lavoratore maliano di 35 anni ucciso all’alba mentre si recava al lavoro.
La Basilica Cattedrale di San Cataldo ospiterà questa sera, alle 19.30, la preghiera del Rosario per Sacko Bakari e per la città, un momento di raccoglimento voluto dalla comunità ecclesiale per accompagnare il dolore e chiedere pace e giustizia.
Due giorni dopo, giovedì 14 maggio alle 17.30, Piazza Fontana diventerà invece il cuore civile della mobilitazione con il presidio “Taranto non restare in silenzio”, promosso da Libera Taranto, Mediterranea Saving Humans Taranto, Babele APS e Comunità Africana di Taranto e provincia. Un’iniziativa che ha raccolto adesioni trasversali, dal mondo politico e associativo, per dire no alla violenza, al razzismo e all’indifferenza.
«Aderisco con convinzione al presidio», ha dichiarato il consigliere comunale del Pd Luca Contrario, sottolineando che «l’uccisione di Sacko Bakari riguarda tutte e tutti noi: a Taranto non può esserci spazio per odio e razzismo. Taranto deve restare una città di dignità e diritti». Contrario invita la cittadinanza e le realtà sociali «a esserci, perché partecipare significa scegliere da che parte stare».
Anche Alleanza Verdi e Sinistra ha espresso vicinanza alla famiglia di Bakary e ha chiesto «che la giustizia risponda con piena fermezza». «Quanto accaduto è un omicidio e va chiamato con il suo nome, indipendentemente dall’età di chi lo ha commesso», si legge nella nota. AVS parla di un «punto di collasso di molte storie di abbandono», di chi arriva da lontano e trova sfruttamento e invisibilità e di chi cresce in contesti dove la violenza è normalizzata. «Il silenzio, in momenti come questi, non è prudenza: è complicità e indifferenza. Taranto merita una risposta politica all’altezza di questa tragedia».
Il segretario regionale di Rifondazione Comunista, Sabino De Razza, e la segretaria del circolo “Peppino Impastato”, Valentina Basta, parlano di «un fatto gravissimo che interroga tutta la città». «Sentiamo il dovere di esserci e di aderire al presidio», affermano, ribadendo che «violenza, razzismo e odio non possono avere spazio in questa città». Rifondazione richiama la necessità di affrontare «le condizioni di marginalità e devianza che attraversano la Città Vecchia», terreno fertile per un razzismo alimentato dalla propaganda, e denuncia «l’indecente silenzio del sindaco di Taranto».
Il presidente delle Acli, Giuseppe Mastrocinque, parla di «tempi oscuri che viviamo» e di un omicidio che «è paradigma dello scollamento dall’umanità». «Sacko era un ragazzo gentile, rispettoso delle regole; uno dei tanti che, attraverso il lavoro duro, contribuiscono a pagare le pensioni dei nostri anziani», ha ricordato. Mastrocinque denuncia «una disarmante indifferenza» e aggiunge: «Non vogliamo credere che quella porta sbattuta in faccia all’unica possibilità di salvezza fosse una chiusura tra un ‘noi’ e un ‘loro’. Giovedì scenderemo in strada per riaffermare che nessuna vita è invisibile e che la violenza, il razzismo, l’odio e l’indifferenza non possono avere l’ultima parola. Sentiamo il bisogno di esserci».
Tutti, dal mondo politico a quello ecclesiale, dalle associazioni ai cittadini, si ritroveranno uniti in un doppio abbraccio: la preghiera e la piazza. Due gesti diversi, ma complementari, per dire che Taranto non vuole restare in silenzio.