Image

Taranto prova a guardarsi dentro dopo l’omicidio di Bakary Sako, e lo fa partendo da un’assunzione di responsabilità collettiva. L’intero Consiglio comunale ha sottoscritto un documento che, più che una dichiarazione politica, è un appello civile: «In un tempo segnato da tensioni, paure, rabbie sociali e linguaggi sempre più aggressivi, la politica — anche quella locale — ha il dovere di ritrovare il proprio compito educativo».

Un testo che invita a ricostruire un terreno comune in una città che «vive una sensazione diffusa di smarrimento e fragilità sociale», ricordando che «nessuna comunità può sopravvivere se smarrisce il senso della vita come bene supremo». Da qui la proposta di «una nuova alleanza educativa e civile» tra istituzioni, scuole, famiglie, associazioni e cittadini, capace di rimettere al centro «il valore della persona, il rispetto delle differenze, il rifiuto di ogni razzismo e il coraggio del dialogo».

Il Consiglio chiede che la politica torni a essere esempio, che «il linguaggio pubblico non sia ostile», perché «le parole non sono mai innocenti: costruiscono oppure distruggono». E avverte: «Una società che non educa al rispetto finisce lentamente per abituarsi alla violenza. Una democrazia che perde il senso del valore della vita rischia di smarrire la propria umanità».

Da questo punto si apre un coro di reazioni politiche, diverse nelle analisi ma accomunate dalla stessa preoccupazione.

 

Forza Italia: Emergenza sicurezza e responsabilità condivisa

Il coordinatore vicario di Forza Italia Taranto Mimmo Lardiello e i consiglieri comunali Massimiliano Stellato e Rosario Ungaro parlano senza giri di parole di «una vera emergenza sicurezza». L’omicidio di Bakary, dicono, «è l’ultimo gravissimo campanello d’allarme» e il fatto che tra i fermati ci siano quattro minorenni «rende tutto ancora più inquietante».

«Le baby gang sono un fenomeno in crescita che riguarda tutti: politica, scuola, famiglie, associazioni», affermano, sottolineando che «non ci si può voltare dall’altra parte». Per Forza Italia serve «responsabilità e determinazione comune», ma anche un rafforzamento immediato degli organici delle forze dell’ordine.

I consiglieri chiedono inoltre che il Comune «non resti a guardare» e sollecitano «un piano straordinario per la sicurezza nel borgo antico», per non lasciare soli «commercianti e imprenditori che hanno investito con sacrificio e ora rischiano di restare ancora una volta soli».

 

Percolla (FdI): La famiglia come nodo irrisolto

L’avvocata Matilde Percolla, responsabile provinciale del Dipartimento Famiglia e Valori non negoziabili di Fratelli d’Italia, definisce l’omicidio «un grido d’allarme lacerante» e parla di «abisso morale e civile» che non può essere ignorato.

Percolla punta il dito contro «una generazione di genitori troppo permissiva», che avrebbe confuso l’amore con il “lasciar fare”: «Molti figli crescono senza conoscere il valore del limite. Abbiamo paura delle loro reazioni e preferiamo assecondarli piuttosto che educarli».

Richiama il “Decreto Caivano” come segnale di attenzione del Governo Meloni, ma insiste sul fatto che «la filiera istituzionale — dai Prefetti ai Sindaci fino alle Asl — deve agire con responsabilità».

La situazione di Taranto, afferma, «è sotto gli occhi di tutti»: adolescenti che «girano armati di coltellini», risse continue, zone note ma «non sufficientemente monitorate». Serve repressione, ma non basta: «La scuola e i servizi sociali devono entrare nei contesti familiari più degradati, l’ASL deve individuare e monitorare il disagio psicologico prima che sfoci in devianza».

E conclude: «La politica può tracciare la rotta, ma la famiglia resta il cuore pulsante della società. Taranto e l’Italia meritano una generazione che sappia costruire, non distruggere».

 

Il grido del sindacato, la Uil: “Una città al limite del collasso

Anche la Uil di Taranto interviene con parole nette attraverso il segretario generale Gennaro Oliva, che definisce l’alba dell’omicidio «l’immagine agghiacciante di un tessuto sociale arrivato al limite del collasso». Oliva ricorda che Bakary era «un giovane venuto qui in cerca di un futuro migliore» e ribadisce: «Sarò sempre dalla parte di queste persone che arrivano da terre martoriate per cercare rispetto e dignità».

Per il sindacato, la morte di Bakary «non può essere derubricata a semplice cronaca nera», perché l’aggressione «mette in luce un profondo disagio sociale che avvelena le periferie urbane». Oliva parla di «vuoto educativo, rabbia generazionale e impoverimento» e denuncia che «quando la politica si limita agli annunci, il tessuto economico si disgrega lasciando indietro i più fragili».

Da un lato, dice, «giovani tarantini senza prospettive che scivolano nella criminalità», dall’altro «lavoratori stranieri che diventano facili bersagli di frustrazioni collettive». La Uil ribadisce il proprio impegno «a presidiare i luoghi dove diritti e dignità vengono calpestati» e chiede alle istituzioni «di smettere di rincorrere le emergenze e iniziare finalmente a curare le ferite sociali della città».

 

“Risultato investigativo importante”: la voce dell’on. Maiorano di Fratelli d’Italia

Sul fronte istituzionale interviene anche l’onorevole Giovanni Maiorano (Fratelli d’Italia), che definisce l’individuazione dei presunti responsabili «un importante risultato investigativo che merita il plauso di tutti». Maiorano ringrazia Polizia di Stato, Squadra Mobile e magistratura per «un lavoro rapido, serio e puntuale».

La brutale uccisione di Bakary, afferma, «scuote profondamente la comunità tarantina» e impone «una riflessione seria sul crescente disagio sociale e sul coinvolgimento di giovanissimi in episodi di estrema violenza». L’onorevole esprime vicinanza alla famiglia e ribadisce che «lo Stato dimostra ancora una volta di esserci grazie al lavoro quotidiano delle forze dell’ordine».

 

Pecoraro Hair Beauty
Pecoraro Hair Beauty
STONEG S.R.L.
Pecoraro Hair Beauty
Pecoraro Hair Beauty
Pecoraro Hair Beauty
Franky
MtService
CM-TS S.R.L.
Gruppo Jolly
BUILD ENGINEERING
Flaminia
Flaminia
Flaminia
Flaminia