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Taranto vive da mesi una stagione di cantieri, disagi e proteste, ma ciò che accade in via Capotagliata è diventato il simbolo di una situazione ormai insostenibile.

Una strada dissestata, buche profonde al centro della carreggiata, un cantiere mai concluso e privo delle più elementari misure di sicurezza: è questo lo scenario che l’Adoc Taranto denuncia con forza, annunciando una diffida formale nei confronti del Comune. «Non si può andare avanti così, è il momento di dire basta», attacca il presidente provinciale Domenico Votano, che chiede «il ripristino immediato della viabilità e il riempimento delle buche», avvertendo che, in caso di inerzia, l’associazione è pronta a presentare denuncia alle autorità competenti.
Secondo l’Adoc, i lavori avrebbero dovuto concludersi il 9 maggio, ma la strada è ancora impraticabile, con voragini non protette che violano gli obblighi di manutenzione previsti dal Codice della Strada e creano danni anche alle attività commerciali della zona. A peggiorare il quadro, la permanenza delle strisce blu a pagamento nonostante l’impossibilità di transitare e la recente decisione dell’amministrazione di abolire i permessi gratuiti per i residenti. Una scelta che, per Votano, rappresenta «l’ennesima mancanza di attenzione verso i cittadini».
Su questo clima di esasperazione si innesta anche la posizione del coordinamento comunale di Fratelli d’Italia, che parla apertamente di una città «letteralmente congestionata» da cantieri gestiti senza programmazione né comunicazione. Il partito descrive un’amministrazione «dormiente», incapace di dare risposte e di prevedere soluzioni, mentre in diversi quartieri nascono comitati spontanei di cittadini che chiedono chiarezza e interventi. La BRT diventa l’emblema di questa confusione: da progetto presentato come svolta green a «croce sulle spalle dei cittadini», con la prospettiva di perdere ulteriori parcheggi senza che siano stati previsti spazi compensativi. «Non è noto in che modo la BRT potrà incidere favorevolmente sulla viabilità», osservano, sottolineando che la corsia dedicata rischia di aggravare il traffico su strade già congestionate.
Il coordinamento riassume così il malessere diffuso: «Da Talsano a Taranto 2, dal Borgo alla Città Vecchia, dai Tamburi a Paolo VI, la situazione è drammatica ovunque». E accusa il governo cittadino di essere «pronto alle passerelle e alle inaugurazioni, ma sordo ai problemi dei cittadini». Una frase che sintetizza il sentimento di molti residenti, costretti a convivere con disagi quotidiani senza ricevere risposte chiare sul futuro della mobilità e dei lavori in corso.
Le due voci, quella dell’Adoc e quella di Fratelli d’Italia, si intrecciano in un unico messaggio: la città chiede sicurezza, manutenzione, programmazione e trasparenza. Via Capotagliata è solo uno dei tanti fronti aperti, ma è diventata il punto in cui si concentrano rabbia, frustrazione e richiesta di responsabilità. «I tarantini chiedono, nessuno continua a rispondere», denuncia il coordinamento. E mentre le buche restano aperte e i cantieri fermi, cresce la sensazione che Taranto abbia urgente bisogno non solo di lavori, ma di una guida capace di restituire ordine, ascolto e visione.

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