CRONACHE TARANTINE
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È stata una giornata intensa quella vissuta oggi dal sindaco Piero Bitetti, impegnato a Lecce per il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica dedicato alle province di Taranto, Brindisi e Lecce, alla presenza del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.
Un appuntamento atteso, soprattutto dopo le parole pronunciate dal ministro nel precedente vertice di Bari, quando aveva definito l’omicidio di Bakary Sako «gravissimo a prescindere dalla motivazione» e aveva precisato che «non risulta alcuna caccia al migrante» a Taranto.
Bitetti, intervenuto oggi in rappresentanza della città, ha portato al tavolo la fotografia di un territorio che vive una fase delicata. «Ho rappresentato al Ministro la situazione emergenziale di Taranto» ha spiegato, ricordando di aver già inviato tre note formali al Viminale per descrivere «le condizioni di fragilità sociale ed economica che caratterizzano parte del nostro territorio» e per chiedere un rafforzamento degli strumenti di prevenzione e presidio.
Il sindaco ha insistito sulla necessità di un intervento deciso, soprattutto nei quartieri più vulnerabili. «Taranto ha bisogno di uno sforzo da parte del Ministro per restituire una dimensione di sicurezza, soprattutto nei nostri quartieri più fragili» ha dichiarato. Tra questi, la Città Vecchia, definita «quartiere obiettivo», su cui l’amministrazione sta investendo risorse e progettualità e che negli ultimi giorni è stata scossa dal brutale omicidio di Sako.
Bitetti ha illustrato una proposta operativa precisa: «Ho chiesto al Ministro di coordinarci per garantire un controllo serrato della Città Vecchia h24, con turnazioni di sei ore tra forze dell’ordine e polizia locale». Un modello di presidio continuo che, nelle intenzioni del sindaco, potrebbe contribuire a ristabilire fiducia e sicurezza.
Al termine dell’incontro, Bitetti ha espresso ottimismo: «Sono molto fiducioso che il Ministro raccolga il grido d’allarme lanciato, che non è solo il mio ma quello di un’intera comunità». Una comunità che, oltre alla sicurezza, chiede «cura e attenzione da parte del Governo».
La riunione di Lecce si chiude così con l’impegno a rafforzare il coordinamento istituzionale e con la consapevolezza che la vicenda Sako ha aperto una ferita profonda, che richiede risposte rapide, concrete e condivise.