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È stato un incontro carico di tensione e aspettative quello che si è svolto il 15 maggio davanti agli spazi esterni dello stabilimento Natuzzi di Laterza, dove sindacati, lavoratori e l’on. Patty L’Abbate, componente della Commissione Ambiente della Camera, si sono ritrovati per fare il punto su una vertenza che, giorno dopo giorno, diventa sempre più urgente.

Un confronto diretto, sotto il sole di maggio, che ha restituito la fotografia di un territorio in bilico e di una comunità operaia che non intende arrendersi.
La riunione, convocata per analizzare gli ultimi sviluppi della crisi aziendale e le ipotesi discusse ai tavoli istituzionali, ha messo in luce una preoccupazione crescente. «Non è possibile accettare ciò che l’azienda e il Ministero del Lavoro hanno messo sul tavolo fino a questo momento» ha dichiarato L’Abbate, parlando davanti ai lavoratori. Le proposte circolate – prepensionamenti e cassa integrazione all’80% – sono state definite «inadeguate rispetto all’obiettivo fondamentale: salvaguardare tutti i lavoratori e la continuità produttiva, visto anche che le commesse ci sono».
Anche le organizzazioni sindacali hanno ribadito la necessità di una strategia complessiva, capace di garantire stabilità e futuro. I lavoratori, dal canto loro, hanno espresso un malessere sempre più evidente, raccontando una situazione che «peggiora giorno dopo giorno» e che richiede risposte immediate.
Sul piano istituzionale, si attende ora l’audizione della proprietà Natuzzi presso la Commissione Attività produttive della Camera, in vista del tavolo convocato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy per il 27 maggio. L’obiettivo condiviso è arrivare a quell’appuntamento con una posizione unitaria e chiara, capace di orientare la definizione di un percorso stabile.
«Serve un piano industriale credibile, trasparente e capace di garantire la continuità occupazionale» ha insistito L’Abbate. «Non possiamo permettere che solo una parte dei lavoratori venga tutelata. La vertenza Natuzzi riguarda un intero territorio e la sua dignità produttiva». La deputata ha poi aggiunto: «Continueremo a lottare accanto ai lavoratori, perché questa crisi non può essere affrontata con soluzioni parziali o temporanee. È il momento di scelte coraggiose e di un’assunzione di responsabilità da parte di tutti gli attori coinvolti».
Parole che hanno trovato eco tra i presenti, consapevoli che la vertenza Natuzzi non è solo una questione industriale, ma un nodo cruciale per il futuro economico e sociale della Murgia tarantina. Una vertenza che, come dimostrato oggi, continua a mobilitare energie, competenze e una determinazione che non sembra destinata a spegnersi.

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