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La delibera n. 170 approvata dalla giunta Bitetti il 14 maggio scorso, relativa ai finanziamenti ministeriali per i centri estivi 2026, sta già sollevando più di un interrogativo politico.

A denunciarlo è Francesco Battista di Futuro Nazionale, che parla di una misura “nata per sostenere i minori e le famiglie, ma che rischia di diventare un beneficio accessibile solo a chi può anticipare il denaro”. Il nodo è semplice: il Comune ha scelto di erogare i contributi solo a rimborso, chiedendo alle famiglie di pagare prima la retta dei campus estivi e di richiedere il contributo solo in un secondo momento. “Tradotto: prima il cittadino paga, poi – eventualmente – chiede il rimborso”, osserva Battista, sottolineando che questa impostazione potrebbe tagliare fuori proprio le fasce più fragili.
La delibera prevede un tetto ISEE di 25 mila euro e un rimborso massimo di 400 euro per ogni minore, che sale a 800 euro per i bambini con disabilità. Ma per molte famiglie tarantine, spiega Battista, “il problema non sarà ottenere un rimborso futuro: il problema sarà trovare oggi i soldi per anticipare centinaia di euro di retta”. Ricorda che in città sono centinaia i nuclei che vivono con strumenti come ADI e SFL, o che si rivolgono ai Servizi Sociali per aiuti alimentari e sostegni economici. “Taranto è una città nella quale tantissime famiglie vivono in condizioni di povertà o forte disagio economico”, afferma, aggiungendo che stupisce ancora di più questa scelta “considerando che l’assessore Lincesso, per professione, è un’assistente sociale e conosce perfettamente la situazione”.
Battista chiede quindi al sindaco Bitetti e all’assessora Lincesso di chiarire se davvero il meccanismo sarà questo: “Abbiamo capito male noi oppure sarà davvero così: il cittadino dovrà anticipare integralmente le somme per il campus estivo per poi chiedere il rimborso successivamente?”. E incalza: “L’amministrazione ha immaginato che proprio quelle famiglie che dovrebbero essere prioritarie potrebbero non riuscire ad anticipare quelle somme e, di fatto, rinunciare al servizio?”. Per molti bambini, ricorda, i centri estivi non sono solo un supporto alle famiglie ma “un’occasione educativa, di socializzazione e di inclusione”.
Il rischio, secondo Futuro Nazionale, è che la misura finisca per favorire chi ha maggiore disponibilità economica, mentre chi vive nell’indigenza resti escluso. “Siamo consapevoli che questa modalità rischia di favorire, nei fatti, famiglie in grado di anticipare le rette, mentre quelle più fragili potrebbero essere costrette a rinunciare?”, domanda Battista, chiedendo se almeno siano previste eccezioni per le fasce ISEE più basse o forme di anticipazione diretta da parte del Comune.
“Se il rischio è quello di trasformare una misura pensata per sostenere i minori e le famiglie in un beneficio accessibile solo a chi può anticipare il denaro, allora ci troveremmo davanti a una grave contraddizione sociale e politica”, conclude. E invita l’amministrazione a rivedere la delibera prima della pubblicazione dell’avviso pubblico, “perché a Taranto il sostegno alle famiglie non può restare solo uno slogan: deve essere concretamente accessibile anche a chi ogni mese fatica ad arrivare alla fine del mese”.

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