CRONACHE TARANTINE
IL QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE DI TARANTO
C’era un’aria di movimento, quasi di assestamento dopo una lunga stagione di attese, nella prima giornata del Tef. Non un entusiasmo superficiale, ma quella vibrazione che accompagna i momenti in cui una città prova davvero a riposizionarsi.
Nel suo intervento di apertura, il sindaco Piero Bitetti ha scelto parole nette, quasi a voler fissare un punto di non ritorno: «Stiamo lavorando per cambiare definitivamente la narrazione di Taranto, superando un’immagine negativa del passato e trasformando i punti di debolezza in opportunità. Questo percorso deve garantire sviluppo, occupazione e un miglioramento concreto della qualità ambientale. Taranto può così tornare strategica a livello nazionale, ma in chiave positiva». Una dichiarazione che ha fatto da cornice alle tavole rotonde che hanno animato la giornata, dense di contenuti e di visioni.
La prima, dedicata a “Bonifiche, biorisanamento, rigenerazione attiva, valorizzazione dei rifiuti ed economia circolare”, ha riunito rappresentanti istituzionali, manager industriali ed esperti del settore ambientale. È stato un confronto serrato, in cui si è parlato di tecnologie, di processi, di responsabilità condivise e di come la transizione ecologica non possa essere un esercizio teorico ma un insieme di scelte operative che incidono sulla vita delle comunità. Si è discusso di come le bonifiche possano diventare leve di sviluppo, di come il biorisanamento stia aprendo nuove frontiere e di come la rigenerazione attiva richieda un approccio integrato che tenga insieme ambiente, salute, impresa e lavoro. Un dialogo che ha restituito l’immagine di un territorio che non vuole più subire il cambiamento, ma guidarlo.
A seguire, la tavola rotonda sulla “nuova rotta blu” ha spostato il baricentro sul mare, sulle navi, sul sistema portuale e sulle sfide della sostenibilità marittima. Si è parlato di impatto sociale, di transizione green della flotta, di carburanti alternativi, di logistica e di energia. Il panel ha coinvolto esponenti del comparto crocieristico, armatoriale e logistico nazionale, oltre alle autorità marittime del porto di Taranto, in un confronto che ha mostrato quanto la blue economy sia ormai un pilastro della trasformazione in corso. La domanda di fondo è stata come rendere il porto non solo competitivo, ma anche un modello di sostenibilità e innovazione.
Nel corso della giornata sono intervenute anche voci di rilievo nazionale ed europeo. La vicepresidente del Parlamento Europeo, Pina Picierno, in un videomessaggio, ha sottolineato il valore politico e culturale del percorso avviato: «Questa edizione nasce sotto il segno di una parola che più di altre definisce il tempo che stiamo attraversando, e quella parola è equilibrio. Nessuna innovazione, nemmeno quelle ambientali, possono esercitarsi a scapito delle persone. Il TEF è il luogo in cui questa vocazione prende parola, una cassa di risonanza per chi non si accontenta del modello di sviluppo ereditato e ne immagina uno diverso». Un richiamo forte alla dimensione umana della transizione, che non può essere ridotta a numeri o indicatori.
Sulla stessa linea, ma con uno sguardo più operativo, è intervenuta, anche lei con un videomessaggio, la viceministra all’Ambiente e alla Sicurezza energetica, Vannia Gava: «Il Governo sta portando avanti un approccio integrato che tiene insieme bonifiche, rigenerazione industriale, energia e semplificazione amministrativa. La trasformazione non può essere solo ambientale, ma deve essere anche economica, produttiva e sociale. È fondamentale rafforzare la collaborazione tra istituzioni, imprese, ricerca e territori in un quadro di responsabilità condivisa e obiettivi comuni». Parole che hanno trovato riscontro nei temi affrontati durante la giornata, in cui la parola “integrazione” è tornata più volte come chiave di lettura.
Il Tef, in questa edizione, sembra aver compiuto un salto di qualità: non più solo un luogo di confronto, ma un laboratorio in cui la città prova a immaginare il proprio futuro con lucidità e ambizione. E le parole del sindaco Bitetti, in apertura, hanno dato il tono: una Taranto che vuole cambiare narrazione, sì, ma soprattutto cambiare sostanza.