CRONACHE TARANTINE
IL QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE DI TARANTO
Si è aperta con un’energia diversa, quasi elettrica, la seconda giornata del TEF – Taranto Eco Forum, esplosa questa mattina, venerdì 22 maggio, nell’Aula Magna del Dipartimento Jonico.
Un risveglio collettivo fatto di idee, visioni e parole che hanno iniziato a intrecciarsi fin dalle prime ore, mentre la città osservava da fuori un dibattito che, dentro quelle mura, stava già correndo veloce verso il futuro. Una sessione intensa che ha visto alternarsi sul palco il presidente della Camera di commercio Brindisi-Taranto, Vincenzo Cesareo, il presidente di Aigi Taranto, Nicola Convertino, l’on. Dario Iaia, responsabile unico del CIS, e il presidente di Confindustria Taranto, Salvatore Toma. Quattro voci diverse, quattro prospettive che hanno finito per intrecciarsi in un unico discorso sul cambiamento, sulle opportunità e sulle responsabilità che attendono Taranto nei prossimi anni.
Vincenzo Cesareo ha aperto il confronto portando l’esperienza del sistema camerale e il quadro delle trasformazioni in atto nel tessuto produttivo locale. Ha ricordato come la Camera di commercio stia raccogliendo e sintetizzando «tutte le esperienze che si stanno vivendo sul territorio», accompagnando una nuova imprenditoria «più matura del passato, affrancata da modelli che l’avevano caratterizzata» e oggi orientata a far sì che Taranto diventi non solo un hub tecnologico per le rinnovabili, «dall’eolico offshore all’idrogeno», ma anche un polo di produzione di elettrolizzatori, impianti e sistemi governati da intelligenza artificiale. Cesareo ha sottolineato che le condizioni ci sono: «Le risorse ci sono, gli strumenti li abbiamo messi a punto», citando Puglia Sviluppo, la Casa del Made in Italy e il rapporto con il Tecnopolo del Mediterraneo, con cui è stato firmato un protocollo d’intesa per favorire il trasferimento tecnologico. «Credo che la nostra parte la stiamo recitando e la reciteremo fino in fondo», ha concluso.
A seguire, la voce volutamente “fuori dal coro” è stata quella di Nicola Convertino, presidente di Aigi Taranto, che ha portato il punto di vista delle aziende impegnate operativamente nella trasformazione ecologica degli impianti industriali. Convertino ha ringraziato per il primo invito al TEF e ha spiegato che il contributo di Aigi nasce dall’esperienza diretta: «Noi siamo quelli operativamente impegnati nel rendere possibile la transizione ecologica dello stabilimento». Ha insistito su un concetto che considera decisivo: l’equilibrio. «Non si può parlare di transizione ecologica senza usare la parola equilibrio, altrimenti diventa un percorso pericoloso». Ha ricordato come alcune imprese, buttatesi nel green senza basi solide, siano fallite: «La transizione deve poggiare su basi reali di autosostenibilità economica e di possibilità concreta di realizzazione. Altrimenti è una chimera». Da qui il suo invito: «La direzione è giusta, ma il percorso deve essere solido, altrimenti ci facciamo male tutti quanti».
L’on. Dario Iaia ha riportato il dibattito sul piano delle politiche nazionali, sottolineando la presenza del Governo su temi come ambiente ed energia. Ha ricordato che in Commissione Ambiente è stata appena approvata la legge delega sul nucleare sostenibile, che andrà in Aula la prossima settimana: «È un tema di grande importanza, perché le scelte del 1986 hanno creato difficoltà energetiche che abbiamo pagato negli anni». Iaia ha richiamato le crisi recenti – Ucraina e Medio Oriente – come dimostrazione della fragilità del sistema energetico europeo e della necessità di un mix più equilibrato: «Abbiamo bisogno di andare avanti guardando a un mix energetico in cui ci siano le rinnovabili, l’idrogeno, il nucleare e un ruolo sempre più marginale per le fonti fossili». Una transizione, dunque, che non può essere ideologica ma tecnologica.
A chiudere il quadro è stato Salvatore Toma, presidente di Confindustria Taranto, che ha insistito sull’importanza di momenti come il TEF perché «mettono in connessione le nostre realtà, le nostre aziende, le startup, le imprese storiche e gli investitori che vogliono vedere cosa sta accadendo». Toma ha parlato della necessità di un cambio culturale, non solo nelle imprese ma anche nella società: «Chi viene da fuori riesce a vedere ciò che noi non riusciamo a vedere». Da qui l’importanza della formazione, dell’università, degli ITS, delle scuole superiori e persino delle scuole medie: «Un cambiamento parte a bordo del gioco». Ha insistito sulla necessità di preparare il capitale umano e di programmare, non solo reagire: «Siamo bravi nell’emergenza e meno nella programmazione». Ha poi respinto l’idea che Taranto debba scegliere tra vocazione industriale e vocazione turistica: «Le due cose possono coesistere». E ha invitato a superare visioni “conservatrici e limitate”, guardando alle rinnovabili, alla circolarità, alle bonifiche e alle opportunità che il territorio può esprimere. «Dobbiamo continuare così, tutti insieme, con tutti gli stakeholder. Ci sono tanti fondi: dobbiamo fare progetti. È il nostro compito».
La giornata è poi proseguita con le tavole rotonde del programma del 22 maggio, che hanno affrontato temi cruciali per il futuro del territorio: mobilità sostenibile; bonifiche e rigenerazione attiva, transizione energetica e rinnovabili; resilienza blu e pianificazione dei porti del futuro; sostenibilità e responsabilità sociale d’impresa; bioeconomia e innovazione circolare. Un mosaico di competenze e visioni che ha confermato il TEF come uno dei luoghi più avanzati del Paese nel dibattito sulla transizione ecologica e industriale.