CRONACHE TARANTINE
IL QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE DI TARANTO
C’è stato un momento, questa mattina al TEF, in cui la transizione ecologica, la Blue Economy e le strategie industriali hanno lasciato spazio a qualcosa di più semplice e più potente: la voce di una ragazza.
Una voce giovane, emozionata, che raccontava non un progetto, ma una possibilità. Eleonora Valente, una delle studentesse che ha frequentato i corsi di formazione promossi da Costa Crociere in collaborazione con gli Its, ha parlato con la sincerità di chi sta costruendo il proprio futuro passo dopo passo: «Sicuramente l’Its per noi giovani ed è una esperienza unica perché ci dà una formazione sia a livello teorico con i docenti messi a disposizione da Costa e, soprattutto, con lo stage quindi la possibilità di metterci in gioco, di toccare con mano la vita di bordo, di vivere un’esperienza vera. Per noi giovani è una grande occasione. Crederci, per poi proseguire e continuare in questa grande azienda».
Le sue parole sono state come un piccolo varco aperto sul domani, ricordando a tutti che la transizione non è solo tecnologia, investimenti o strategie: è soprattutto persone. È capitale umano che cresce, si forma, si muove. È un territorio che prova a cambiare pelle.
Ed è proprio da qui che è ripartito l’intervento di Eric Gerritsen, director public affairs Italy di Costa Crociere, che ha voluto sottolineare come la collaborazione con il mondo della scuola non sia un dettaglio, ma il cuore stesso della Blue Economy: «Il modo di pensare passa, soprattutto, attraverso una rivisitazione dell’economia. Costa Crociere è al fianco della città ma anche al fianco dei giovani». Gerritsen ha ricordato che il settore marittimo vive oggi una necessità urgente: trovare nuove competenze. «Secondo Confindustria, nel 2030 ci saranno 175.000 posti di lavoro da coprire. La formazione è un aspetto chiave».
Costa, in questo senso, non è rimasta a guardare. «Dal 2023 abbiamo iniziato con l’ITS a organizzare corsi qui a Taranto. Accanto a me ci sono tre ragazzi che stanno terminando il secondo anno. E anche per il 2026 abbiamo tre corsi attivi». Un invito diretto, quasi un appello: «Incoraggiamo i giovani di Taranto e dintorni ad affacciarsi a questa realtà e a iscriversi».
Ma la formazione, ha spiegato Gerritsen, è solo una parte della storia. L’altra riguarda il territorio, la sua identità, la sua capacità di immaginarsi diversa: «Non solo formazione, ma anche il building di un territorio che sta cercando di trovare – o forse di trovare per la prima volta – una vocazione crocieristica». Taranto, ha ricordato, ha tutto: «Bellezze naturali, un’accoglienza calda. Per noi è un grande piacere venire qui».
E così, tra le parole di una studentessa e quelle di un manager, è emersa una fotografia nitida: un territorio che sta provando a costruire un futuro nuovo, in cui il mare non è solo paesaggio, ma lavoro; non solo storia, ma opportunità; non solo memoria, ma direzione.
Un futuro che passa dai giovani, dalla formazione, dalla capacità di credere che una nave non è solo un mezzo che arriva e riparte, ma un ponte. Un ponte tra ciò che Taranto è stata e ciò che può diventare.