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“Oggi alla politica regionale e nazionale sono state illustrate le rivendicazioni che Cgil, Cisl e Uil territoriali hanno predisposto, elaborando una specifica piattaforma. E’ un percorso che abbiamo iniziato il 5 maggio scorso con Provincia e Comune di Taranto, mentre oggi abbiamo chiesto ai nostri rappresentanti in  Regione Puglia e in Parlamento di assumere le nostre proposte finalizzate allo sviluppo e all’occupazione,  come impegno preciso e responsabile. La risposta ottenuta ci induce a diversificare le nostre strategie, anche per raggiungere chi oggi era assente”.


Gennaro Oliva, coordinatore della Uil Taranto, ha avviato così la riunione in cui Cgil, Cisl e Uil  oggi presentavano ai consiglieri regionali e ai parlamentari eletti nella circoscrizione di Taranto il documento sindacale mirato rilanciare la vertenza Taranto.
Nella ex sala giunta della Provincia si sono presentati i parlamentari Francesca Viggiano, Mario Turco, Dario Iaia ed i consiglieri regionali Massimiliano Di Cuia, Renato Perrini, Annagrazia Angolano e Cosimo Borracino; assente il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro.  
“È stata una risposta tiepida e per certi aspetti preoccupante – ha dichiarato Giovanni D’Arcangelo, segretario generale della Cgil di Taranto – perché svolgiamo questo incontro a poche centinaia di metri da Piazza Fontana e dopo il grido d’allarme lanciato dalla Procuratrice minorile che parla di una escalation preoccupante del disagio sociale e degli under 18 in particolare. Quella condizione oggi ci porta ad assumere una responsabilità grande nei fronti di quello che consideriamo un detonatore dell’emergenza sociale: disoccupazione, dispersione scolastica, cassa integrazione e desertificazione demografica. Tutto mentre il territorio perde abitanti, soprattutto under 40 e i livelli di disoccupazione sono tra i più drammatici d’Italia”.
Un’emergenza che sembra essere condivisa da consiglieri e parlamentari locali ma che ora, al di là delle colorazioni politiche, andrebbe assunta in maniera condivisa a cominciare dalle grandi vertenze territoriali come ex Ilva, il porto, la crisi del polo delle telecomunicazioni, la green e blue economy, ma anche l’arsenale, Leonardo, l’agricoltura, la formazione e l’emergenza sanità fino alla grande incompiuta del territorio, ovvero l’ospedale San Cataldo; vertenze che potrebbero sfociare in una Legge Speciale per Taranto.
“Quando guardiamo Taranto – hanno sostenuto i rappresentanti sindacali – non ci possiamo più concentrare unicamente sui sintomi ignorando quello che è già un malessere diffuso, perché essa ha già perso oltre 37mila abitanti e rischia di perderne altri mille l’anno. Senza politiche di sviluppo, di lavoro e di welfare a salvaguardia della sociale, questa terra rischia l’estinzione”.
“Oggi sono emersi tanti elementi importanti, in qualche caso persino conflittuale, ma siamo riusciti esattamente nel nostro intento – ha detto Antonio Baldassarre, segretario territoriale della Cisl Taranto Brindisi - perché l’obiettivo di questa Piattaforma è ricucire, rinsaldare i rapporti tra tutti i soggetti in campo, valorizzando la partecipazione, il dialogo, la corresponsabilità sociale. Ci siamo fatti carico di un obiettivo: portare a Taranto nuovamente il confronto ma in maniera costruttiva e stabile per ridare dignità al mondo del lavoro e ai lavoratori, alle pensionate e ai pensionati, tornando anche sul tema degli sprechi, che ad esempio, nel settore della sanità stanno pagando a caro prezzo cittadini e lavoratori.”
La piattaforma “Taranto è Italia” prossimamente approderà anche sui tavoli del mondo dell’impresa, perché “occorre intensificare l’impegno univoco – hanno sottolineato D’Arcangelo, Oliva e Baldassarre – a cominciare da ordini del giorno che in Regione e Parlamento dovranno ricondurre la vertenza Taranto al piano di discussione nazionale che merita”.

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