CRONACHE TARANTINE
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La fotografia più eloquente arriva da Taranto, dove 71 tratti di costa rientrano tra le acque di balneazione monitorate dalla Regione Puglia.
È da qui che si può raccontare un primato ormai consolidato: la Puglia si conferma per il sesto anno consecutivo la prima regione d’Italia per qualità delle acque, con un risultato che sfiora la perfezione – 99,9% di acque classificate “eccellenti”.
Un dato che emerge dalle analisi microbiologiche condotte dal Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente (Snpa), la rete che coordina le Agenzie regionali, tra cui Arpa Puglia, impegnata ogni anno in un monitoraggio capillare lungo i circa 900 km di costa balneabile. Le “acque” individuate sono 676, distribuite tra Foggia (254), Bat (46), Bari (78), Brindisi (88), Lecce (139) e Taranto (71).
Il lavoro dell’Agenzia è imponente: ogni stagione vengono effettuate circa 8.500 determinazioni analitiche, misurando parametri meteo-marini e analizzando campioni per verificare la presenza di Enterococchi intestinali ed Escherichia coli, gli indicatori previsti dalla normativa nazionale. L’unico tratto non classificato come “eccellente” è quello denominato Fogna Cittadina Molfetta (500 m a sud), comunque giudicato “buono”.
«La Puglia si conferma ancora una volta al primo posto in Italia per la qualità delle acque di balneazione» ha dichiarato il presidente della Regione, Antonio Decaro, parlando di «un risultato importante, frutto di azioni sinergiche orientate alla tutela del mare». Decaro ha ricordato il ruolo del monitoraggio scientifico di Arpa, gli accordi con la Guardia di Finanza e il miglioramento del sistema di depurazione, sottolineando come «la salvaguardia del mare sia un patrimonio strategico per turismo, economia e identità della nostra regione».
Sulla stessa linea il direttore generale di Arpa Puglia, Vito Bruno, che ha voluto ringraziare «le professioniste e i professionisti del Centro Regionale Mare, i tecnici impegnati nei campionamenti e gli operatori dei laboratori». Dietro ogni dato, ha spiegato, «c’è un impegno costante che richiede preparazione, tempestività e presenza continua sul territorio». Bruno ha ricordato che Arpa garantisce «un monitoraggio capillare e migliaia di analisi ogni anno, fondamentali per la tutela della salute pubblica e dell’ambiente», e che questo primato «conferma la qualità del sistema di controllo ambientale regionale».
Il quadro pugliese si inserisce in un contesto nazionale altrettanto positivo: secondo Snpa, il 94,9% delle acque marine italiane è classificato “eccellente”, con quasi 6.000 km di costa ai massimi livelli previsti dalla normativa europea. Nel solo 2025 sono stati effettuati 30.000 campionamenti su circa 5.000 punti tra mare, laghi e fiumi.
I dati sono stati presentati da ISPRA, Snpa e Marevivo in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente e della Giornata Mondiale degli Oceani. «Il mare è uno dei patrimoni più preziosi del nostro Paese» ha ricordato la presidente Ispra e Snpa, Maria Alessandra Gallone, sottolineando l’importanza di continuare a investire nella conoscenza e nella tutela degli ecosistemi marini.
Per la presidente di Marevivo, Rosalba Giugni, «l’alleanza tra Ispra, Snpa e Marevivo unisce competenze scientifiche e impegno civile per una visione integrata della salute del mare», ricordando che la balneabilità è solo uno degli indicatori e che la protezione dell’intero ecosistema – dai fondali alla biodiversità, dalle microplastiche agli effetti del clima – è una responsabilità condivisa.
Un mare che, almeno in Puglia, continua a restituire un’immagine di eccellenza, frutto di un lavoro costante, scientifico e collettivo. Un patrimonio che la regione difende e valorizza, consapevole che la sua qualità è molto più di un dato: è identità, economia, futuro.