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Taranto ha visto con i propri occhi, appena una settimana fa, a che punto è arrivato il cantiere dell’aeroporto di Grottaglie.

L’open day ha mostrato una struttura che cambia volto, che si prepara finalmente a diventare ciò che da anni il territorio attende: un’infrastruttura completa, moderna, capace di accogliere passeggeri e non solo velivoli in transito. Dopo la pista di rullaggio e l’ampliamento del piazzale di sosta, ora anche il Terminal passeggeri appare vicino al traguardo, «all’altezza degli standard nazionali», come sottolinea Confapi Taranto, che vede in questi interventi un tassello decisivo per il futuro della provincia.
Si tratta di lavori importanti, frutto di investimenti consistenti — «gli ultimi pari a 9 milioni di euro» — che rispondono a un obiettivo chiaro: rendere Taranto più connessa con il resto del Paese. Ma, avverte l’associazione, non basta osservare i progressi tecnici per dichiarare compiuta la missione. «Un Aeroporto senza voli di linea per passeggeri resta un simbolo incompiuto», afferma con nettezza, ricordando che un territorio isolato vede inevitabilmente compromesse le proprie possibilità di sviluppo.
E Taranto, già appesantita da vertenze irrisolte e da un clima di incertezza crescente, «non può permetterselo».Nel ragionamento di Confapi emerge una linea che le imprese ripetono da anni: senza una rete di trasporti efficace, integrata e realmente funzionante, non può esserci rilancio economico, industriale e turistico. Servono collegamenti rapidi, certi, competitivi. Non è una richiesta di categoria, ma «una condizione minima per attrarre investimenti, trattenere competenze, sostenere la crescita e legittimare quella vocazione turistica» che troverà un banco di prova decisivo con i prossimi Giochi del Mediterraneo. Per questo l’associazione chiede che vengano stanziati ulteriori fondi per far decollare gli aerei e che le risorse già impiegate non si trasformino in un esercizio sterile o, peggio, in uno spreco di denaro pubblico. «Un’infrastruttura rinnovata deve essere messa in condizione di operare. Subito.»Il messaggio è diretto e coinvolge tutti i livelli istituzionali. Alla Regione e ad Aeroporti di Puglia viene chiesto un impegno «ulteriore, continuo, concreto e coordinato» per definire un piano operativo credibile e duraturo. Al Governo si chiede di sostenere una strategia nazionale che valorizzi le aree industriali e portuali. Al territorio, infine, si chiede di pretendere ciò che altrove è normale: «l’accessibilità».
Perché Taranto, ricorda Confapi, «ha già pagato abbastanza per ritardi di cui non può essere ritenuta colpevole».Oggi lo scenario è chiaro: «abbiamo un Aeroporto praticamente pronto per l’utilizzo, un porto strategico, un tessuto produttivo che vuole crescere». Manca soltanto l’ultimo passo, quello che trasforma un’infrastruttura potenziale in un servizio reale. Mancano i fondi necessari per far funzionare ciò che è stato costruito. E su questo punto l’associazione non intende arretrare: continuerà a chiedere, «con determinazione e responsabilità», che lo scalo di Grottaglie diventi finalmente ciò che deve essere, «un’opportunità sfruttata, non un’occasione mancata».

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