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Dopo l’ennesima visita ministeriale a Taranto, questa volta quella del titolare del dicastero Tommaso Foti, il Comitato Pro Aeroporto di Taranto-Grottaglie torna a denunciare quella che definisce una “rimozione politica e istituzionale” dello scalo ionico.

Una rimozione che, secondo il presidente Walter Fischetti, si ripete puntualmente nonostante l’avvicinarsi dei Giochi del Mediterraneo 2026 e nonostante la presenza, sul territorio, di un’infrastruttura che dovrebbe essere considerata centrale nella strategia di accessibilità dell’evento.
Per Fischetti, la visita del ministro, accompagnato dai parlamentari del centrodestra e dal sindaco Piero Bitetti, «avrebbe potuto rappresentare l’occasione ideale per mostrare al Governo l’infrastruttura più strategica del territorio in vista dei Giochi del Mediterraneo 2026: l’Aeroporto di Taranto-Grottaglie». Invece, osserva, lo scalo è rimasto ancora una volta fuori dal percorso istituzionale, come se non esistesse.
Il Comitato sottolinea come il centrodestra tarantino «porti i ministri a visitare opere certamente importanti, ma continui a tenersi alla larga da quella che rappresenta la principale infrastruttura di collegamento internazionale dell’area ionica». Un atteggiamento che, alla luce delle esigenze logistiche di un grande evento sportivo internazionale, appare per Fischetti del tutto incomprensibile.
Il tema dell’accessibilità, ricorda il Comitato, non è un dettaglio marginale: quando una città ospita una manifestazione di rilievo internazionale, la qualità e l’efficienza dei collegamenti costituiscono un elemento decisivo nella valutazione della sua capacità organizzativa. Taranto è stata scelta anche per le sue infrastrutture e per le prospettive di sviluppo del territorio, e in questo quadro l’aeroporto di Grottaglie «occupa una posizione centrale per prossimità geografica, potenzialità operative e investimenti ricevuti».
Proprio per questo, insiste Fischetti, risulta difficile comprendere il comportamento di una classe dirigente che «continua a ignorare lo scalo». L’aeroporto ha beneficiato negli anni di interventi di ammodernamento e di risorse pubbliche significative, anche in funzione dei Giochi, per rafforzare l’immagine e la capacità di accoglienza del territorio. Eppure, quando arrivano i ministri, quando si parla di infrastrutture, quando si racconta la Taranto del futuro, «Grottaglie scompare dal dibattito».
Il presidente del Comitato parla apertamente di un paradosso: si celebra la modernizzazione del territorio senza valorizzare l’infrastruttura che più di ogni altra potrebbe proiettare Taranto sulla scena internazionale. Se davvero si vuole dare ai Giochi del Mediterraneo la visibilità mondiale che meritano e lasciare alla città un’eredità infrastrutturale duratura, l’aeroporto di Taranto-Grottaglie non può continuare a essere «il grande assente delle visite istituzionali e della narrazione politica del territorio».
Al contrario, conclude Fischetti, dovrebbe diventare «il simbolo della capacità di Taranto di collegarsi direttamente all’Europa e al Mediterraneo», offrendo all’evento quella dimensione internazionale che oggi, senza lo scalo, rischia di restare incompiuta.

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