CRONACHE TARANTINE
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Taranto sta entrando nella fase più concreta della sua trasformazione verde, e lo sta facendo attraverso una serie di atti amministrativi che, uno dopo l’altro, stanno dando forma a quella “cintura ecologica” destinata a ridisegnare il rapporto tra la città, il suo paesaggio e la sua identità.
Due nuove nomine, firmate a poche ore di distanza, segnano un’accelerazione importante: riguardano il Parco archeologico delle Mura Greche e il Parco lineare costiero delle Tre Terre, due tasselli simbolici e strategici della Green Belt finanziata dal Just Transition Fund. È un passaggio che racconta non solo l’avanzamento dei progetti, ma anche la volontà dell’amministrazione di mettere in moto, finalmente, la macchina operativa.
La prima determinazione, datata 19 giugno 2026 e firmata dalla dirigente Simona Sasso, riguarda la rinaturalizzazione e valorizzazione del Parco archeologico delle Mura Greche, un intervento da 6.079.870,82 euro. L’atto ricostruisce il lungo percorso amministrativo che ha portato all’ammissione a finanziamento degli otto interventi candidati dal Comune nell’ambito della procedura “Green Belt”, per un totale di 84.088.331,17 euro. «La Regione Puglia – si legge nella determinazione – ha concluso positivamente la procedura negoziale, verificando l’ammissibilità delle operazioni candidate ed individuando quali finanziabili gli otto interventi proposti dal Comune di Taranto». Tra questi figurano il Parco naturalistico del Fiume Galeso, il Parco della Rimembranza, il Parco Piero Angela, il Parco urbano di Taranto 2, il Parco Mar Grande, il Parco costiero di San Vito e il Parco lineare delle Tre Terre.
Per l’intervento sulle Mura Greche è stato nominato Responsabile Unico del Progetto l’ingegnere Fabrizio Menza. A lui spetterà ora il compito di coordinare le fasi operative, costituire gli organi del procedimento e vigilare sul rispetto dei tempi e degli obiettivi.
Con questa nomina, il Comune avvia formalmente uno degli interventi più identitari dell’intera strategia: un parco che unisce valore storico, paesaggistico e simbolico, destinato a diventare un nuovo spazio di fruizione e memoria collettiva.
Nelle stesse ore, un secondo atto della Direzione Grandi Opere ha formalizzato la nomina del RUP per un altro intervento chiave: il Parco lineare costiero delle Tre Terre, un’opera da 13,1 milioni di euro che rappresenta uno dei progetti più ambiziosi della Green Belt. Anche in questo caso la determinazione ripercorre l’iter amministrativo e richiama l’esito positivo della procedura negoziale regionale. L’ingegnere Francesco Godano è stato individuato come Responsabile Unico del Progetto, con il compito di guidare l’intervento lungo tutte le sue fasi operative.
Il Parco delle Tre Terre è descritto come una delle opere più strategiche della cintura verde tarantina: un corridoio ecologico e paesaggistico continuo, capace di trasformare il litorale in un sistema integrato di aree verdi, percorsi ciclopedonali e spazi pubblici rigenerati. Un progetto che, nelle intenzioni dell’amministrazione, dovrà contribuire a ridefinire il rapporto tra Taranto e il suo mare, restituendo continuità e qualità a un tratto di costa oggi frammentato.
Due nomine, due cantieri che si preparano a partire, un’unica direzione: quella di una città che prova a costruire, pezzo dopo pezzo, la propria transizione ecologica. E che ora, con l’avvio operativo dei progetti, dovrà dimostrare di saper trasformare le carte in paesaggi, le visioni in luoghi, le strategie in spazi vissuti.